CALENZANO – “Questa mattina ho ascoltato i cittadini del comitato nato per contrastare l’installazione dei nuovi piloni di Terna. È inaccettabile constatare come il sindaco Carovani abbia deciso di promuovere un ricorso legale contro lo sviluppo dell’aeroporto, una vicenda che interessa il nostro territorio solo in maniera marginale, mentre resti in totale silenzio di fronte a un vero e proprio scempio ambientale che si sta consumando sotto i nostri occhi”. Ad affermarlo è la consigliera Monica Castro di FdI.
“Parliamo di mastodontici piloni che devastano il nostro patrimonio paesaggistico – dice Castro – e che sorgono a ridosso del centro urbano, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei residenti. Ancora una volta, questa amministrazione dimostra di preferire le battaglie ideologiche e i posizionamenti interni ai veri problemi del territorio”.
“Il comitato chiede, giustamente, che sia il Comune a farsi carico di un ricorso legale contro l’opera di Terna, – prosegue Castro – una richiesta che io stesso avevo già avanzato ufficialmente durante la seduta del Consiglio Comunale dello scorso gennaio. La risposta del Sindaco? Davanti a Terna propone la via del “dialogo”. Viene da chiedersi: perché la stessa predisposizione al dialogo non è stata usata per la questione aeroporto? La verità è che ci troviamo di fronte alla solita sinistra incoerente e non credibile. Invece di difendere i cittadini e dare risposte concrete ai problemi reali della nostra comunità, l’amministrazione preferisce perdersi nei soliti giochetti di partito. Io continuerò a stare al fianco dei cittadini e a pretendere la tutela del nostro territorio”.
Castro interviene anche sulle dimissioni, poi ritirate dell’assessore Sansone.
“La trama è avvincente- dice Castro prima l’Assessore dà le dimissioni (che di norma, in politica, si annunciano e si discutono), e poi, colpo di scena, le ritira commosso per gli “innumerevoli attestati di stima ricevuti”. Peccato che, a ben guardare, questi calorosi attestati provenissero esclusivamente dalla sua ristretta cricca di partito e non certo dai cittadini calenzanesi, i quali avevano già tirato un visibile sospiro di sollievo alla prima notizia. Ma le domande, a questo punto, sorgono spontanee: I motivi personali sono già svaniti nel giro di una settimana? Ragionevolmente erano politici. L’alleggerimento delle deleghe? Una barzelletta. Rinunciare a trasporti e mobilità sostenibile a Calenzano è come rinunciare alla delega sulle spiagge in alta montagna: un problema decisamente marginale. Il vero “peso massimo” della discordia restano il bilancio, i tributi e il personale. Togliersi di dosso la mobilità è solo una scusa ridicola per rientrare dalla finestra dopo essere uscito dalla porta. Almeno abbiate il buon gusto di non prendere in giro i cittadini. Tuttavia, c’è un risvolto positivo. Viste le tantissime grane e i pasticci creati in appena due anni di consiliatura, è persino giusto che ci sia continuità. È sacrosanto che sia proprio Sansone a rimanere sulla poltrona per rispondere personalmente del proprio operato davanti ai cittadini di Calenzano. E non solo a loro”.
