Cuscito (Futuro Nazionale): “Chi diceva che la sicurezza era solo una percezione, oggi chieda scusa ai lavoratori del Tpl”

FIRENZE – “A una lavoratrice del trasporto pubblico locale è stato detto “oggi ti ammazzavo”. Credo che ormai sia arrivato il momento di bandire definitivamente dal dibattito politico fiorentino l’espressione “percezione della sicurezza”. Qui non siamo più di fronte a percezioni, ma ad una vera e propria emergenza che coinvolge quotidianamente cittadini e lavoratori”. A […]

FIRENZE – “A una lavoratrice del trasporto pubblico locale è stato detto “oggi ti ammazzavo”. Credo che ormai sia arrivato il momento di bandire definitivamente dal dibattito politico fiorentino l’espressione “percezione della sicurezza”. Qui non siamo più di fronte a percezioni, ma ad una vera e propria emergenza che coinvolge quotidianamente cittadini e lavoratori”. A dirlo è Andrea Cuscito, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale Firenze, commentando la nota diffusa da Filt-Cgil e dalle Rsa di Autolinee Toscane relativa alla gravissima aggressione verbale subita da un’autista del trasporto pubblico fiorentino. “Desidero esprimere la mia piena solidarietà e vicinanza all’autista vittima di questa vile intimidazione. Nessuno dovrebbe uscire di casa per andare a lavorare con la paura di essere insultato, minacciato o addirittura di perdere la vita semplicemente perché sta svolgendo il proprio lavoro”.

“Purtroppo – aggiunge Cuscito – questo episodio non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad aggressioni ai controllori, autisti minacciati, episodi di violenza sui mezzi pubblici, baby gang che seminano il panico e un crescente senso di insicurezza che ormai riguarda l’intera città di Firenze. Chi oggi lavora sui mezzi pubblici è stato trasformato nel parafulmine di un sistema che non funziona. I lavoratori del Tpl non possono essere lasciati soli a gestire situazioni sempre più pericolose senza adeguate tutele e senza una presenza concreta delle forze dell’ordine nei nodi più critici della rete del trasporto pubblico. Trovo inoltre particolarmente significativo che a denunciare con forza questa situazione sia un’organizzazione sindacale come la Cgil. La sicurezza non è un tema di destra o di sinistra. È un diritto fondamentale di ogni lavoratore e di ogni cittadino”.

“Da tempo – conclude – chiediamo maggiori investimenti in sicurezza sui mezzi pubblici, un rafforzamento dei controlli e una presenza più incisiva delle forze dell’ordine nelle zone maggiormente interessate da episodi di violenza e degrado. Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze e a commentare l’ennesima aggressione dopo che si è verificata. Quando una donna che sta semplicemente facendo il proprio lavoro viene minacciata di morte davanti a decine di passeggeri, il problema non riguarda più soltanto il trasporto pubblico, ma lo stato di salute della nostra società e della nostra città. Firenze merita di essere una città sicura per chi la vive, per chi ci lavora e per chi ogni giorno la fa funzionare. La sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico deve diventare una priorità assoluta dell’amministrazione comunale e della Regione Toscana. Le parole di solidarietà non bastano più: servono interventi concreti e immediati”.