CAMPI BISENZIO – “Sono passati quasi tre anni e le immagini dell’alluvione sono ancora nella testa di tutti noi. Sono orgogliosa che venga presentato alla Camera il Manifesto dei diritti degli alluvionati e ringrazio i comitati di Campi Bisenzio, Prato e Montemurlo: è il primo documento di questo tipo in Italia e sono contenta che provenga dal nostro territorio. Rimette al centro la persona e i suoi diritti, diritti che vanno tutelati in tutte le sedi, anche in Europa”. Parole, queste, di Erica Mazzetti, deputata pratese di Forza Italia e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico.
Quella di ieri, infatti, è stata la giornata in cui i comitati di cittadini che hanno aderito al “Manifesto” (Alluvione Campi 2023, Arca di Noè, Via Cetino-Via Campanella, Santa Maria-La Villa Bagnolo per l’Alluvione, nel Comune di Montemurlo, e Proteggiamo Conselice, in provincia di Ravenna) hanno voluto evidenziare “quelle che ancora oggi, a tre anni di distanza dall’alluvione sono le criticità del territorio”. Per poi aggiungere: “Gli unici che fino a oggi ci hanno ascoltati come richiesto sono stati il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul dissesto idrogeologico, Giuseppe Bicchielli, l’onorevole Erica Mazzetti e Gianluca Loffredo, vicecommissario per l’alluvione in Emilia Romagna, Marche e Toscana. Non possiamo certo dire la stessa cosa dei rappresentanti delle istituzioni nei nostri Comuni e in Regione”.
“Ci rendiamo conto – hanno aggiunto – che il rischio zero non può essere perseguibile. Di contro auspichiamo che questa nostra “provocazione” finalmente possa contribuire a mettere in atto tutti quei programmi di protezione e prevenzione che fino a oggi non sono mai stati attuati”. “Porto e porterò avanti questa battaglia in Parlamento e nei territori, come abbiamo già fatto con la Commissione d’inchiesta, grazie a Bicchielli, – ha detto invece Mazzetti – non si può più accettare che ogni volta che piove si finisca sott’acqua in Toscana. Il problema più grosso sono le sovrapposizioni di competenze tra Regione, Consorzi di bonifica e partecipate comunali che dovrebbero mantenere le reti minori e non lo fanno. E c’è bisogno di chiarezza a monte: monitoraggio, prevenzione, manutenzione programmata e soprattutto Governance. Abbiamo la tecnologia e le competenze per farlo”.
“Respingo le accuse della Regione contro il Governo. Non è stato lontano e inerte, lo rivendico. Sono stati stanziati oltre 60 milioni, abbiamo nominato un Commissario straordinario, ne sollecitai io stessa subito la nomina e feci in modo che venisse sul territorio il vicepremier Tajani. Dopo due giorni era a Prato con tutto lo staff per dare risposte concrete alle aziende esportatrici, che sono la maggioranza della Piana, informandole su come accedere ai fondi tramite Simest-Sace-Ice. Il Governo ha mobilitato risorse ingenti. Eppure, a fronte di questo impegno, su 2600 domande solo 1000 sono state evase, con una burocrazia regionale penosa. Questo non va bene”.
“Da tempo sollecito la necessità di un vero Commissario straordinario alla ricostruzione, che ormai non possiamo più richiedere per decorso dei termini. E la causa è Regione Toscana, che non ha voluto indicare alla Conferenza Stato-Regioni il nome. Così le opere dovranno essere fatte in ordinaria amministrazione. È la dimostrazione di un sistema che non funziona e che è da tre anni sotto accusa. Serve più informazione e uffici pubblici più capaci di rispondere ai cittadini giorno e notte: burocrazia zero in caso di alluvione o emergenza. E il presidente Eugenio Giani deve chiarire una volta per tutte cosa deve fare il Consorzio. In questa ottica, il “Manifesto” è fondamentale perché ci ricorda che dietro i numeri ci sono persone che da tre anni chiedono giustizia”, ha concluso Mazzetti. I rappresentanti dei comitati, infine, hanno consegnato le magliette con la scritta #alluvionamaipiù all’onorevole Mazzetti in modo che a sua volta le possa consegnare al presidente Mattarella e alla presidente del consiglio, Giorgia Meloni.


