Sessant’anni dall’alluvione, ma il consiglio comunale di Firenze rende omaggio anche agli “Angeli del fango” campigiani

FIRENZE – Arrivarono a Firenze da tutto il mondo, si rimboccarono le maniche e si misero al lavoro per salvare libri e opere d’arte, aiutando una città devastata dall’acqua a ritrovare la speranza. Sessant’anni dopo, il 3 novembre alle 17.30, gli “Angeli del fango” saranno accolti nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per il […]

FIRENZE – Arrivarono a Firenze da tutto il mondo, si rimboccarono le maniche e si misero al lavoro per salvare libri e opere d’arte, aiutando una città devastata dall’acqua a ritrovare la speranza. Sessant’anni dopo, il 3 novembre alle 17.30, gli “Angeli del fango” saranno accolti nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per il consiglio comunale straordinario “Angeli del fango, ieri e oggi”, dedicato alle loro testimonianze. Su invito del presidente del consiglio comunale Cosimo Guccione, parteciperà anche un gruppo di ragazzi che si sono impegnati a spalare il fango dopo l’alluvione di Campi Bisenzio del 2023. La seduta è una delle iniziative pensate per il sessantesimo anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966.

“Firenze è la città dei fiorentini, ma appartiene al mondo intero. Gli Angeli del fango lo dimostrarono con il loro impegno, arrivando da ogni parte del mondo per aiutare una città devastata dall’alluvione, – ha detto il sindaco Sara Funaro – a loro va ancora oggi la nostra gratitudine. Accoglierli in Palazzo Vecchio significa riconoscere il valore di una comunità che sa unirsi e intervenire nell’emergenza, una lezione che continua a vivere nel lavoro quotidiano di tanti volontari della protezione civile comunale. Persone che mettono tempo, competenze ed energie al servizio degli altri e che rappresentano un punto di riferimento per la sicurezza di tutti noi. I cambiamenti climatici rendono questo impegno sempre più necessario e ci chiedono di rafforzare la prevenzione e la conoscenza dei rischi. Ricordare ciò che accadde sessant’anni fa significa anche trasmettere alle nuove generazioni quella capacità di partecipare e di prendersi cura degli altri”.

“Accogliere gli “Angeli del fango” nell’aula che rappresenta Firenze è il riconoscimento di un legame che sessant’anni non hanno spezzato: questa città appartiene anche a chi arrivò da lontano per aiutarla a rialzarsi, – ha aggiunto Guccione – ho voluto invitare anche i ragazzi che hanno spalato il fango a Campi Bisenzio nel 2023 perché questo incontro metta a confronto esperienze di solidarietà che attraversano le generazioni. Nel 1966 tanti giovani arrivarono qui e si misero al lavoro: lo stesso senso di responsabilità si ritrova in chi ha dato una mano a Campi. Il consiglio guarda anche al futuro del rapporto tra Firenze e l’Arno, sul quale stanno lavorando tre commissioni consiliari: dalla sicurezza idraulica alla navigabilità, dai percorsi lungo le rive alla valorizzazione del fiume come elemento di unione tra territori e comunità. Ricordare l’alluvione significa anche interrogarsi su come prenderci cura della città e affrontare le sfide dei cambiamenti climatici”.