FIRENZE – “In giunta, due assessori hanno votato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze, l’infrastruttura più importante di questa Regione, un assessore del Pd ha detto che ha votato a favore perché era un atto dovuto, anche sull’ossicombustore di Peccioli un suo assessore ha votato no: la tenuta della sua maggioranza traballa. La domanda centrale è: chi glielo ha fatto fare, presidente, di imbarcare in coalizione il M5S e Avs?”: la domanda è dei consiglieri regionali di Forza Italia, Marco Stella e Jacopo Ferri, replicando al governatore Eugenio Giani, che ieri in aula ha risposto a un’interrogazione di FI sull’aeroporto di Firenze.
“Giani – hanno aggiunto – ha poco a che spartire con quelle forze politiche. Tanto è vero che non arriva niente in Consiglio regionale, e lo dico ai colleghi riformisti della maggioranza di centrosinistra: questo Consiglio regionale non legifera, perché di fatto questa giunta non ha il coraggio di mandare avanti alcun tipo di provvedimento; su tutti gli atti più importanti, dal piano faunistico al piano dei rifiuti, dall’ossicombustore di Peccioli all’aeroporto di Firenze, vi siete spaccati”.
“Noi le chiediamo di dirci con chiarezza cosa vuole fare sull’aeroporto, anche perché, – hanno concluso Stella e Ferri – il Tar terrà conto della votazione che andremo a fare sulla nostra mozione riguardante lo scalo fiorentino. E glielo diciamo perché la variante al Pit passerà da questo Consiglio regionale: e lei non ha i numeri, in maggioranza, per far passare questa variante al Pit, perché M5S, Avs e anche qualche consigliere del Pd voteranno contro. Come farà ad approvare quest’atto in aula? Lei non ha i numeri per farlo approvare, e non può derubricare il tutto a una posizione personale: lei si è presentato agli elettori con un programma, e in quel programma c’è anche il sì al sistema aeroportuale toscano. Non è serio presentarsi come coalizione con un determinato programma, e poi non avere i numeri per approvare i punti centrali di quel programma. Quanto ai suoi compagni di viaggio, delle due l’una: o li toglie lei dalla maggioranza, oppure i colleghi che stanno dentro la giunta si dovrebbero dimettere, per dignità”.
