CAMPI BISENZIO – E’ l’assessore ai lavori pubblici, Tommaso Landi, a rispondere alle richieste di Paolo Gandola (centrodestra) e Nicola Douglas De Fenzi (Impegno vero) sulla necessità di abbattere le barriere architettoniche e riqualificare gli accessi alla passerella di San Martino, argomento su cui i due consiglieri di minoranza hanno presentato di recente una mozione (Passerella di San Martino, Gandola e De Fenzi: “Mozione per abbattere le barriere architettoniche e riqualificare gli accessi” – Piana Notizie). “La mozione presentata – dice l’assessore Landi – affronta un tema che riteniamo condivisibile e di grande valore per la comunità: migliorare l’accessibilità della passerella e garantire un collegamento inclusivo fra le due parti del territorio. L’obiettivo è assolutamente nobile. Una soluzione che consenta il superamento del dislivello in modo universale, sicuro e dignitoso sarebbe un risultato importante sotto il profilo sociale, urbanistico e simbolico. L’idea è, senza dubbio, qualificante per il nostro Comune. Tuttavia, è doveroso riportare la discussione su un piano di realismo tecnico. Il dislivello fra la quota di campagna e il piano della passerella è pari a circa 7,5 metri. Si tratta di un’altezza significativa, equivalente a oltre due piani di un edificio. Le normative vigenti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, in particolare il decreto ministeriale 236/1989, impongono pendenze contenute per le rampe accessibili, con conseguente sviluppo planimetrico molto esteso. Una rampa conforme richiederebbe infatti uno sviluppo lineare superiore ai 90 metri, che diventano oltre 100 considerando i “pianerottoli! intermedi obbligatori. Non si tratta quindi di una semplice opera di completamento, ma di un intervento strutturale di notevole portata tecnica ed economica”.
“Per queste ragioni, – aggiunge l’assessore – pur riconoscendo la bontà e la visione positiva contenute nella mozione, riteniamo corretto demandare ogni valutazione alla verifica di fattibilità tecnica ed economico-finanziaria da parte degli uffici competenti. Saranno loro, attraverso uno studio preliminare, a poter stabilire la concreta realizzabilità dell’opera nel rispetto delle normative; la compatibilità con i vincoli idraulici e ambientali; l’ordine di grandezza dei costi; eventuali soluzioni alternative più sostenibili. Come amministrazione non intendiamo chiudere la porta a priori a questa proposta. Al contrario, riteniamo che le idee ambiziose meritino analisi serie e non valutazioni superficiali. Allo stesso tempo, abbiamo il dovere di garantire scelte responsabili, sostenibili e tecnicamente fondate. In conclusione, accogliamo lo spirito della mozione, ma riteniamo indispensabile subordinare ogni impegno alla preventiva verifica tecnica degli uffici, alla luce delle criticità oggettive derivanti dall’elevato dislivello e dal contesto fluviale”.
