SESTO FIORENTINO – “Oltre 5 milioni di euro in sei anni. È l’ammontare delle quote del costo del servizio rifiuti che, dal 2021 al 2026, non sono state caricate sulle tariffe Tari dei sestesi per effetto dei limiti alla crescita tariffaria”. Lo afferma in una nota il capogruppo di Via Nova, Daniele Brunori che sottolinea la ricostruzione fatta di Via Nova delle somme anno per anno. Secondo la ricostruzione le somme sono: 2021: 219.767 euro, 2022: 216.571 euro, 2023: 449.394 euro, 2024: 965.710 euro, 2025: 839.958 euro, 2026: 2.387.280 euro, pere un totale di 5.078.680 euro.
“Il punto è molto semplice – precisa Brunori. – Se queste somme fossero definitivamente cancellate, non ci sarebbe nulla da discutere. Ma l’assessore al Bilancio Antonio Bindi ci ha spiegato che Alia non rinuncia a questi crediti, accettando semplicemente di essere pagata successivamente. E allora quei soldi non sono scomparsi: qualcuno dovrà pagarli”.
Dalle verifiche effettuate da Via Nova, tuttavia, queste somme non risulterebbero iscritte nel bilancio comunale come debito verso il gestore.
“È questo il punto che vogliamo chiarire: – afferma Brunori – se non sono un debito del Comune e Plures Alia non vi rinuncia, dove sono contabilizzati questi oltre 5 milioni? Quanto è già stato recuperato negli anni successivi, quanto resta da recuperare e soprattutto chi lo pagherà?” La questione è stata sollevata anche in Commissione Bilancio. L’assessore Bindi, non fornendo ulteriori elementi sul destino delle somme, ha invitato Via Nova a rivolgersi direttamente ad ATO Toscana Centro.
“Lo faremo. – dice Brunori – Ma questa volta metteremo tutto nero su bianco: Via Nova scriverà ufficialmente al sindaco, ad ATO Toscana Centro, a Plures Alia, al Collegio dei Revisori dei Conti e alla Corte dei conti, chiedendo di chiarire, ciascuno per quanto di propria competenza, questo apparente disallineamento e la sua rappresentazione contabile”.
La vicenda, prosegue Via Nova, non riguarda soltanto Sesto. Intorno alla gestione di Plures e alla TARI si sta muovendo anche il comitato Open Plures, insieme a consiglieri di diversi Comuni che chiedono maggiore trasparenza, tra cui Maria Di Palo a Scandicci, Jonathan Targetti a Prato e Paolo Bambagioni a Firenze.
“È importante che questa richiesta di chiarezza stia diventando trasversale ai territori – prosegue Brunori. – Così come va riconosciuto il lavoro coraggioso che Lorenzo Somigli e La Firenze che Vorrei stanno portando avanti sull’argomento, studiando atti e numeri e contribuendo a far emergere domande che meritano risposte”.
“Non stiamo parlando di un debito occulto del Comune né lanciando allarmi. – conclude Brunori – Stiamo chiedendo di sapere dove sono questi 5.078.680 euro e quale sarà il loro destino. Non vogliamo scoprire tra qualche anno che ciò che oggi contiene gli aumenti della Tari si trasformi domani in costi da recuperare sulle bollette dei cittadini sestesi. Su oltre cinque milioni di euro, pretendere chiarezza ci sembra il minimo”.
