“Caro vescovo sto partendo, ma sono pronto”: chiesa di San Mauro gremita per l’ultimo saluto a don Gianluca

SIGNA – L’ultimo messaggio su WhatsApp porta la data del 13 settembre. Era un “volantino” che riportava il cambiamento degli orari delle Messe in parrocchia a San Mauro. Nonostante fosse ricoverato da qualche giorno, infatti, don Gianluca Mozzi ha sempre voluto mantenere vivo il legame con i suoi fedeli. Fino a sabato scorso, quando invece […]

SIGNA – L’ultimo messaggio su WhatsApp porta la data del 13 settembre. Era un “volantino” che riportava il cambiamento degli orari delle Messe in parrocchia a San Mauro. Nonostante fosse ricoverato da qualche giorno, infatti, don Gianluca Mozzi ha sempre voluto mantenere vivo il legame con i suoi fedeli. Fino a sabato scorso, quando invece si è arreso alla malattia. Questa mattina l’ultimo saluto, in una chiesa gremita di persone, in una Santa Messa concelebrata dall’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, insieme a padre Giovanni Roncari, vescovo emerito di Grosseto e di Pitigliano-Sovana Orbetello, e monsignor Giuseppe Betori, vescovo emerito di Firenze. Oltre a tantissimi sacerdoti del Vicariato delle Signe, guidati da don Andrea Coppini, e di Campi Bisenzio, solo per citare quelli più numerosi, oltre al Mugello, dove don Gianluca era stato prima di arrivare a San Mauro nel 2021 subentrando a don Robert Swiderski.

“In questo momento – ha detto il vescovo Gherardo nella sua omelia – preghiamo non solo per don Gianluca, ma con don Gianluca, che ha saputo annunciare la volontà del Vangelo, vivendo in modo profondo il suo cammino di fede e, negli ultimi mesi, una malattia che purtroppo si è rivelata fatale”. E ancora: “Tanti potrebbero testimoniare della sua capacità di ascolto e della sua mitezza, un carattere che gli ha sempre permesso di condividere con tutti i suoi parrocchiani gioie e dolori”.

A tracciare un ricordo personale di don Gianluca è stato invece don Alessandro Berlincioni, che con lui ha condiviso un lungo cammino di amicizia e di servizio verso la Chiesa, oltre – e soprattutto – agli ultimi mesi, quelli in cui la malattia purtroppo ha avuto il sopravvento: “La sua era una fede semplice, tradizionale, che traeva origine anche dalle sue origini contadine, nell’accezione positiva del termine. “Sei un contadino”, gli dicevo spesso, ma nel senso che era una persona più attenta al succo che alla scorza. Con lui abbiamo condiviso tanti momenti insieme, all’inizio del suo cammino da sacerdote, dopo l’ordinazione nel maggio del 1991, è stato il mio vice-parroco al Santissimo Nome di Gesù, e se la vita è un percorso, l’ultima parte è stata quella più dolorosa. Ciao fratello, alla prossima”.

A ricordarlo è stato anche Marco Capaccioli, presidente del consiglio pastorale: “Ha accettato la malattia con grande fede nel Signore”, mentre in Chiesa era presente una nutrita rappresentanza della Misericordia di San Mauro, oltre a tutto il Consiglio di amministrazione della Rsa “Monsignor Olinto Fedi”, che fa capo alla parrocchia, con il presidente Maurizio Bini “in testa”.
“Caro vescovo sto partendo, ma sono pronto”: nelle parole pronunciate da don Gianluca in uno degli ultimi incontri con il vescovo Gherardo, la sintesi di quelli che sono stati gli ultimi suoi mesi di vita. Mesi di grande dignità e di preghiera, mesi in cui tutta la comunità gli è stata vicina e lo ha dimostrato in occasione del suo funerale, compreso l’ultimo “viaggio”, quello fino al cimitero della frazione del Comune di Signa dove è stato sepolto.