Davanti ai cancelli della Capp Plast il ricordo di Kumara Gedera

CAMPI BISENZIO – Un mazzo di fiori depositato vicino al cancello. I singhiozzi e gli abbracci silenziosi e disperati. Asha con i figli di 27 e 14 anni stretta nel dolore di fronte allo stabilimento dove nella notte di venerdì scorso è morto suo marito Kumara Gedera, 61 anni, stava terminando il turno di lavoro […]

CAMPI BISENZIO – Un mazzo di fiori depositato vicino al cancello. I singhiozzi e gli abbracci silenziosi e disperati. Asha con i figli di 27 e 14 anni stretta nel dolore di fronte allo stabilimento dove nella notte di venerdì scorso è morto suo marito Kumara Gedera, 61 anni, stava terminando il turno di lavoro quando, per cause ancora da accertare dopo essere sceso dal muletto è rimasto travolto da un pallet. Alla Capp Plast di via Pietro Nenni nella zona di Capalle a Campi Bisenzio, Gedera lavorava da oltre 15 anni e come ricordano alcuni suoi colleghi, era uno in grado di utilizzare il muletto. Ma chissà come e chissà perchè venerdì si è verificato l’incidente e Kumara Gederi da quello stabilimento non è uscito vivo. Questa mattina la Cgil Firenze ha organizzato un momento di raccoglimento davanti ai cancelli di va Pietro Nenni. Un modo per dire ancora “basta ai morti sul lavoro” e per stringersi attorno alla famiglia di Gedera spezzata dal dolore. 

“Non è più accettabile morire sui luoghi di lavoro, – dice Laura Scalia della segreteria Cgil Firenze – non è più accettabile non vedere azioni concrete che possano sviluppare un sistema di rete che permetta alle lavoratrici e lavoratori tornare a casa la sera dopo il proprio turno di lavoro. Per quanto ci riguarda noi continueremo a insistere a costruire un sistema di rete che possa sviluppare informazione e formazione per lavoratrici e per lavoratori, ma anche controlli efficaci e l’assunzione di responsabilità di chi all’interno del luogo di lavoro, in questo caso i datori di lavoro, hanno la responsabilità di vigilare”. 

Il dolore di Asha è incontenibile. “Mi sembra di essere in un brutto sogno – dice tra le lacrime la donna mentre stringe le mani dei due figli – era un uomo buono, dedito al lavoro. Insieme facevamo tutto, avevamo anche lavorato insieme in una azienda di pulizie. Poi è arrivato qui. Era contento. Voleva solo arrivare presto alla pensione e poter tornare in Sri Lanka”. Kumara e Asha erano arrivati in Italia 26 anni fa. Si erano sposati 32 anni fa quando la donna aveva appena 17 anni. “Per lui – dice Asha – la famiglia era il pilastro della vita”. Un dolore, quello della donna e dei due figli, che non passa e non passerà mai. Attorno alla famiglia si stringono gli amici e i colleghi, la Rsu, che ricordano Kumara come un lavoratore serio, una persona buona. Ad esprimere il proprio cordoglio anche il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, l’assessora al lavoro di Calenzano Simona Pieri, la vicesindaca e l’assessore di Sesto Fiorentino Giulia Barducci e Massimiliano Kalmeta.

“Come comune di Campi per noi è importante esserci e doveroso essere vicini alla famiglia e ai lavoratori. – dice l’assessore al lavoro di Campi Bisenzio Carla Bonora – Siamo rattristati per quanto successo, per queste morti sul lavoro che continuano ad avvenire, non si può uscire per andare a lavorare e non tornare a casa. Chiediamo alle istituzioni e agli organi competenti di essere celeri nelle indagini e che ci sia il massimo rigore e capire le responsabilità. A settembre insieme alle altre istituzioni ci metteremo pancia a terra perchè i controlli vengano effettuati da chi di dovere. Ci devono essere più persone più persone a svolgere questa attività, per questo ci impegneremo perchè non vogliamo piangere altri morti sul lavoro”.