GD: “Consulta giovani: un passo avanti, ma un’occasione mancata”. Vicesindaco Petti: “Dedicata agli adolescenti, non una giovanile di partito”

CAMPI BISENZIO – I Giovani Democratici di Campi Bisenzio dicono la loro sulla nascita della Consulta dei giovani per la quale, nei giorni scorsi, il Comune ha pubblicato l’avviso con tutte le informazioni per le eventuali “candidature” (Consulta giovani, il comune di Campi Bisenzio lancia l’avviso pubblico: “Ecco come candidarsi” – Piana Notizie). “Come Giovani […]

CAMPI BISENZIO – I Giovani Democratici di Campi Bisenzio dicono la loro sulla nascita della Consulta dei giovani per la quale, nei giorni scorsi, il Comune ha pubblicato l’avviso con tutte le informazioni per le eventuali “candidature” (Consulta giovani, il comune di Campi Bisenzio lancia l’avviso pubblico: “Ecco come candidarsi” – Piana Notizie). “Come Giovani Democratici, – spiegano – non possiamo che accogliere con favore la decisione dell’amministrazione comunale di istituire la Consulta dei giovani. È uno strumento che riteniamo fondamentale per avvicinare le nuove generazioni alla vita pubblica della nostra città. Tuttavia, leggendo l’avviso pubblico, il nostro apprezzamento lascia spazio a una forte perplessità riguardo ai criteri di accesso, che limitano la partecipazione esclusivamente alla fascia d’età tra i 15 e i 20 anni. Fissare il limite massimo a 20 anni è una scelta anacronistica e incomprensibile, che pone Campi Bisenzio in netto contrasto con qualsiasi standard istituzionale oggi in vigore. In Italia e in Europa, le politiche giovanili e gli organi di rappresentanza definiscono la fascia “giovani” almeno fino ai 29 anni, e in molti casi fino ai 35. È questo lo standard utilizzato dai bandi regionali, dai progetti europei e dalle statistiche nazionali. Decidere arbitrariamente che a 21 anni si smette di essere “giovani” per l’Amministrazione significa ignorare la realtà sociale del nostro tempo”.

Per poi aggiungere: “Il risultato di questa restrizione è il taglio netto di tutta la fascia dei “giovani adulti”: universitari, neo-laureati, giovani lavoratori, precari e chi sta cercando di costruire la propria autonomia abitativa. Una Consulta che si ferma a 20 anni rischia di diventare un semplice doppione delle assemblee studentesche, privandosi del contributo fondamentale di chi ha già maturato esperienze fuori dalle scuole superiori e sta affrontando l’impatto con il mondo del lavoro e dell’università. Crediamo invece che una vera Consulta debba essere il luogo dell’incontro e della sintesi tra l’entusiasmo degli adolescenti e la consapevolezza dei ventenni. Per questo, pur rinnovando il nostro plauso per l’apertura di questo spazio, chiediamo all’amministrazione di rivedere il regolamento, allineando l’età massima ai parametri comunemente riconosciuti a livello nazionale, ovvero under 30. Non rendiamo la Consulta un recinto chiuso: permettiamo a tutti i giovani di Campi Bisenzio di portare le proprie idee e le proprie competenze al servizio della comunità”.

“La politica – questa la replica del vicesindaco Federica Petti – ha certamente bisogno anche di chi ha più di 20 anni, e per questo esistono già strumenti e percorsi attraverso cui partecipare alla vita cittadina e politica, e il fatto che a Campi Bisenzio sindaco e vicesindaco abbiano meno di 35 anni lo dimostra. Forse, però, la vera domanda da porsi è chiedersi perché i partiti faticano a intercettare le giovani generazioni. La Consulta dei giovani è uno strumento dedicato agli adolescenti, che rientra nel progetto della comunità educante, pensato per le ragazze e i ragazzi di Campi Bisenzio, e rappresenta la naturale prosecuzione del percorso avviato con il consiglio comunale dei ragazzi. Un luogo libero di partecipazione, ascolto e confronto tra pari, costruito per dare voce a chi troppo spesso non ne ha, un luogo politico ma non partitico, non una giovanile di partito”.