FIRENZE – “La radio si ascolta a occhi chiusi, ma può aprire mondi interi”. È l’idea alla base di “Homerus”, un progetto rivolto alle persone non vedenti e ipovedenti che punta a fare della comunicazione radiofonica uno spazio di creatività, condivisione e formazione professionale. Proposto dall’associazione culturale comitato Piazza Indipendenza, condotto da Ornella Grassi, attrice, autrice, regista e doppiatrice con una lunga esperienza nel mondo della radio, e finanziato dalla Fondazione CR Firenze, il percorso prenderà il via mercoledì 11 novembre nella sede del Circolo ricreativo e culturale “Gino Baragli”. Alla presentazione, stamani nella sede dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Firenze, sono intervenute Maria Pia Bianchini, presidente dell’Uici Firenze, Ornella Grassi e Sonia Caputo, presidente del circolo Baragli. Tre realtà, dunque, unite dall’obiettivo di valorizzare le capacità delle persone con disabilità visiva e ampliare le loro opportunità di partecipazione alla vita culturale e professionale.
“Vogliamo insegnare a raccontare con la voce, trasformando emozioni e sensazioni in storie capaci di arrivare a chi ascolta”, spiega Grassi. Il corso unirà infatti l’apprendimento delle tecniche radiofoniche alla costruzione di atmosfere e mondi immaginari. In programma l’ascolto di vecchi radiodrammi, lo studio della scrittura dei copioni e l’uso del microfono: timbro, ritmo e intensità diventeranno strumenti per dare vita a personaggi e storie. Per Maria Pia Bianchini, l’inclusione passa anche dalla possibilità di accedere a percorsi formativi capaci di superare le barriere che ancora ostacolano l’ingresso nel settore artistico e di offrire nuove occasioni per esprimere il proprio talento. Da parte sua, Sonia Caputo sottolinea invece il valore del lavoro di gruppo: all’interno del circolo Baragli i partecipanti potranno confrontarsi, condividere esperienze e costruire insieme una storia.
Il percorso terrà conto delle diverse esperienze dei partecipanti, da chi è non vedente dalla nascita a chi ha perso la vista nel corso della vita. Ricordi, immagini mentali e percezioni tattili potranno diventare materia per il lavoro creativo e l’interpretazione. In una società dominata dalle immagini, Homerus propone così un cambio di prospettiva: mettere al centro la voce e l’ascolto, non soltanto come strumenti di espressione, ma anche come possibili chiavi di accesso a nuove opportunità professionali nel campo artistico e della comunicazione
