SESTO FIORENTINO – Si è parlato del futuro del Rinascita, martedì nel pomeriggio nel Salone del circolo sestese di via Matteotti. L’incontro, promosso dal comitato “Insieme per il Rinascita” ha avuto come obiettivo mettere a confronto le diverse forze politiche per esprimere un’idea per il circolo la cui chiusura è stata evitata e anche la sua vendita. “Fortunatamente almeno per il momento l’unione dei cittadini ha permesso di allontanare il fantasma di una vendita ai privati e eventuali speculazioni immobiliari collegate” ha detto Margherita Mellini che guida Insieme per il Rinascita presentando la serata alla quale hanno partecipato anche alcuni assessori comunali, la segretaria del Pd Sara Bosi, Beatrice Corsi di Ecolò, altri esponenti dei partiti locali tra cui il Pd, Ecolò e la Lista Via Nova. “Il destino di questi spazi – ha detto Mellini – non è una questione condominiale: è un tema politico e sociale, che si inserisce in una fase delicatissima per Sesto. Le elezioni amministrative di maggio sono alle porte e noi non vogliamo che il futuro del Rinascita sia un trafiletto in fondo ai programmi elettorali, ma un pilastro della visione di città dei prossimi cinque anni. È per questo che abbiamo voluto l’appuntamento di oggi: un’assemblea aperta per interrogare le forze politiche tutte. Non siamo qui per assistere a una passerella, ma per chiedere impegni chiari”.
In molti hanno evidenziato lo stretto rapporto tra le attività del circolo e la vita de sestesi nel corso degli anni passati. “Il Comitato Insieme per il Rinascita – ha detto Mellini – è nato perché ci sentiamo testimoni di un impegno collettivo che viene da lontano e che oggi vogliamo proiettare nel domani. Questo Circolo è un patrimonio inestimabile. Appartiene alla comunità, non per un cavillo burocratico, ma perché è stato edificato, mattone dopo mattone, con i risparmi e i sacrifici dei cittadini sestesi”. Nei vari interventi è emerso l’aspetto sociale del circolo ritenuto non solo un immobile, ma un luogo voluto dai sestesi. “Parliamo di un Bene Comune – ha detto Mellini – nel senso più nobile del termine”. “Questo Circolo -ha proseguito Mellini – non è un immobile qualunque da gestire con logiche di bilancio fredde e distanti; è un pezzo della nostra identità. Tradire il Rinascita oggi significa tradire la fiducia di intere generazioni. Il destino di questo spazio è strategico per il cuore di Sesto”. E rivolgendosi ai presenti ha ribadito “Noi vi chiediamo di puntare su un modello di città dove lo sviluppo non calpesti la socialità. Da una parte, offrire ai giovani piattaforme creative per esprimersi e restare a Sesto; dall’altra, garantire ai nostri anziani presidi di socialità contro la solitudine. È questo l’incontro generazionale che sogniamo: un patto tra chi ha memoria e chi ha energia. Vogliamo una cultura che parli a tutti, che non escluda nessuno e che faccia sentire ogni sestese parte di un progetto comune”.
Per la sruttura di via Matteotti, cuore dei sestesi e scrigno di parte del passato della città, Mellini ha parlato della proposta “Rinscita 2.0”. “È un progetto di riqualificazione indispensabile per una città che vuole crescere senza perdere la propria anima. – ha detto – Chiediamo fatti: strumenti di programmazione urbanistica certi e vincoli che dicano un “no” definitivo al cemento speculativo su quest’area. Al futuro sindaco e al prossimo consiglio comunale chiediamo un cambio di prospettiva: guardate a questo luogo come a un investimento sociale, non come a una voce di debito. Noi ci siamo. Siamo pronti a collaborare attivamente alla gestione, a essere i custodi attivi di questa eredità. Mettiamo a disposizione le nostre competenze, il nostro tempo e la forza di quasi 1500 cittadiniche hanno firmato il nostro appello”.



