La “Trave del Montalbano”: a Signa dieci Comuni uniti per una nuova visione di territorio

SIGNA – Un progetto che guarda lontano e che nasce dalla consapevolezza che il futuro di un territorio si costruisce insieme, superando i confini amministrativi e mettendo in rete risorse, idee e opportunità. È questo lo spirito che ha animato l’incontro che si è svolto ieri sera a Villa Castelletti e dedicato alla presentazione e […]

SIGNA – Un progetto che guarda lontano e che nasce dalla consapevolezza che il futuro di un territorio si costruisce insieme, superando i confini amministrativi e mettendo in rete risorse, idee e opportunità. È questo lo spirito che ha animato l’incontro che si è svolto ieri sera a Villa Castelletti e dedicato alla presentazione e al confronto sul progetto “La Trave del Montalbano”. Una serata ricca di contributi che ha riunito amministratori, rappresentanti delle associazioni, operatori economici e realtà del territorio per discutere una visione condivisa di sviluppo appunto dell’area del Montalbano. Tutto questo alla presenza del sindaco di Signa, Giampiero Fossi, Anna Trassi, sindaco di Lamporecchio. il sindaco di Vinci, Daniele Vanni, il sindaco di Capraia e Limite, Alessandro Giunti, Lisa Amidei, sindaco di Larciano, Simona De Caro, sindaco di Monsummano Terme, l’assessore del Comune di Poggio a Caiano Piero Baroncelli, l’assessore del Comune di Carmignano, Dario Di Giacomo, che ha lanciato la sfida di creare un ambito turistico del Montalbano, e l’assessore Maurizio Bruschi per Serravalle Pistoiese. Presenti anche il direttore di Anci Toscana Simone Gheri e la responsabile turismo dell’associazione Sonia Pallai.

Un progetto che coinvolge dieci Comuni che hanno scelto di intraprendere un percorso comune per valorizzare il patrimonio paesaggistico, culturale ed economico del Montalbano. Un territorio che condivide una storia, un’identità e un paesaggio straordinario che oggi diventa il punto di partenza per una nuova strategia di sviluppo. “La Trave del Montalbano” nasce infatti con l’obiettivo di costruire una rete territoriale capace di promuovere turismo lento, mobilità dolce e valorizzazione delle eccellenze locali, attraverso la realizzazione di un sistema integrato di itinerari dedicati al bike trekking, al turismo equestre e alla scoperta dei paesaggi e dei borghi del territorio. Un progetto che guarda alle esperienze di successo di realtà toscane come il Chianti o la Val d’Orcia, dove la capacità di fare squadra tra territori ha permesso di costruire identità riconoscibili e modelli di sviluppo duraturi.

Ma la serata non è stata soltanto una presentazione, è stata soprattutto un momento di ascolto e confronto con il territorio. Dal dibattito sono emersi suggerimenti, proposte e riflessioni che hanno confermato la forte attenzione e l’interesse verso un progetto che punta a costruire un sistema territoriale più forte e coordinato. Importante anche il sostegno espresso dal mondo economico e associativo. Tra i presenti i Fratelli Neri del Barco Reale, Francesco Vernice di Pin Bike, Andrei Marzi, amministratore delegato di Isola dei Renai, Mario Corti dell’associazione Montalbano Mtb Asd, Massimo Cerbai, presidente Cna Piana fiorentina, e Clara Trama, presidente dell’associazione Italian Wedding Planner Association, intervenuta insieme alla vicepresidente Silvia Sottocasa.

Il percorso avviato prevede ora la definizione del protocollo d’intesa “La Trave del Montalbano” e l’istituzione di un tavolo di coordinamento interistituzionale con funzioni di indirizzo, coordinamento e monitoraggio. L’attuazione del progetto passerà attraverso accordi operativi, protocolli e convenzioni che impegneranno i Comuni a lavorare insieme sulla pianificazione infrastrutturale, sul coordinamento delle azioni sui rispettivi territori e sulla promozione congiunta del sistema Montalbano. Dalla serata, conclusa con l’intervento del direttore Gheri, è emerso con chiarezza un messaggio condiviso: il futuro del Montalbano passa dalla capacità di fare squadra, di mettere insieme energie e competenze e di costruire una visione comune. Superare i confini amministrativi per riconoscersi in un unico territorio significa rafforzare l’identità dell’area e creare nuove opportunità per turismo, economia e comunità locali.