CAMPI BISENZIO – L’amministrazione comunale di Campi Bisenzio esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’operaio che ha perso la vita ieri notte sul luogo di lavoro. “Esprimo, a nome mio e dell’amministrazione comunale, la più sincera vicinanza alla famiglia, ai colleghi e a tutte le persone che oggi piangono questa perdita, – ha detto il sindaco Andrea Tagliaferri – morire sul lavoro non può e non deve essere considerato un fatto inevitabile. Si va a lavorare per vivere, non per morire. Oggi, 8 agosto, ricorre anche l’anniversario della tragedia di Marcinelle, nella quale persero la vita 262 minatori, 136 italiani. A settant’anni di distanza, quella memoria ci ricorda che la sicurezza e la dignità del lavoro devono essere una priorità concreta. Servono più prevenzione, più controlli e politiche del lavoro capaci di mettere al centro la persona, contrastando precarietà e condizioni di lavoro che possono aumentare i rischi. Una morte sul lavoro non è una fatalità. Ogni vita persa ci impone di fare di più, perchè nessuno debba uscire di casa per andare a lavoro senza la certezza di potervi fare ritorno. L’amministrazione comunale seguirà gli sviluppi degli accertamenti in corso, nella certezza che debbano essere chiarite fino in fondo le cause dell’accaduto”. Oggi, alle 9, è previsto un momento di raccoglimento presso la ditta Capp Plast, “per esprimere insieme il dolore e la vicinanza dell’intera comunità”.
“Non possiamo rassegnarci e non ci rassegneremo”. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani ribadisce che “la sicurezza e la salute sul lavoro sono una priorità della giunta regionale” e che “controlli, diffusione di buone pratiche (che ci sono) e formazione sono le leve su cui agire e continuare ad agite, tutti insieme”. “In questi anni le azioni messe in campo, dai controlli all’educazione ad una cultura della sicurezza, non sono mancate. Ogni incidente mortale suona come una sconfitta collettiva: di lavoro non si può morire. Aspettiamo che le autorità preposte chiariscano la dinamica dell’incidente. Dobbiamo comunque fare ancora di più, per aggredire la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro”. Nel piano per i prossimi cinque anni, dal 2026 al 2030, approvato da poche settimane la Regione continuerà a mantenere alto il numero di controlli e ispezioni, con obiettivi superiori a quelli stabiliti a livello nazionale. Proseguirà l’attività che riguarda formazione e informazione, perché “serve una maggiore e più diffusa cultura della sicurezza”. E lavorerà perché emergano buone pratiche e si diffondano, assistendo le imprese nel rendere i luoghi di lavoro più sicuri”.
“Si è fatto appena in tempo a riportare nella sua terra di origine, la Sicilia, l’operaio schiacciato da una lastra di marmo a Carrara, – dicono dalla presidenza della Mcl della Toscana – che la lista dei morti sul lavoro si è nuovamente allungata, stavolta a Campi, vittima un lavoratore extracomunitario. Dal 1 gennaio a oggi la Toscana registra 29 infortuni mortali. Un dato pesantissimo e inaccettabile sul quale tutte le istituzioni e gli enti competenti, nessuno escluso dovrebbero fare un esame di coscenza e chiedersi se fanno davvero tutto il possibile e il necessario in tema di sicurezza, prevenzione e controlli. E’ il momento di mettere da parte le solite parole di circostanza e le affermazioni retoriche e vuote tipo: “mai più morti sul lavoro” dopo ogni morto. Intanto la scia di sangue, inesorabile, continua”.
