SIGNA – Sono giorni di lutto per la parrocchia di San Mauro. Di lutto e di dolore. Dopo una breve malattia, infatti, è morto oggi don Gianluca Mozzi, 65 anni da compiere (nella foto con il sindaco Giampiero Fossi in occasione dell’inaugurazione di un’opera d’arte sotto il loggiato della chiesa), parroco nella frazione del Comune di Signa dal settembre del 2021 quando subentrò a don Robert Swiderski. La liturgia eucaristica con il rito delle esequie sarà celebrata dall’Arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, a San Mauro martedì 22 settembre alle 10, mentre da domani, domenica 20 settembre, alle 12, per chiunque lo desideri, sarà possibile dare un ultimo saluto a don Gianluca sempre presso i locali della parrocchia.
“La scomparsa di don Gianluca Mozzi – dice il sindaco Giampiero Fossi lascia un vuoto profondo nella nostra comunità. Da tempo combatteva con la malattia con quella discrezione e quella forza che tanti di noi hanno potuto conoscere e apprezzare. Da quando é arrivato a San Mauro abbiamo condiviso momenti importanti per la nostra comunità, apprezzando il bene che ha saputo donare a Signa. A nome mio personale e dell’amministrazione comunale tutta, un pensiero ai suoi cari, alla comunità parrocchiale e a coloro che gli hanno voluto bene”.
“Don Gianluca – dice Maurizio Bini, presidente della Rsa Monsignor Olinto Fedi – era arrivato a San Mauro nel 2021, in pieno tempo di Covid. Erano mesi di tempesta e di cieli bui: navigavamo a vista e temevamo il naufragio della Rsa, tanto era il peso della burocrazia e la costante preoccupazione per la salute dei residenti. Don Gianluca “è salito a bordo” con discrezione e ha preso il suo posto, in umiltà e in ascolto. Non ha portato idee o progetti propri, ma insieme a tutto il Consiglio di amministrazione ha affidato costantemente la Rsa alla materna sollecitudine della Beata sempre Vergine Maria. Così ci ha aiutati a camminare nei tratti più duri, in silenziosa preghiera, con umiltà, sempre avanti”. Per poi aggiungere: “Negli ultimi anni desiderava far crescere quest’opera e si è prodigato molto, ha rafforzato i rapporti tra Rsa e parrocchia e, nell’ultimo anno, aveva maturato il forte desiderio di realizzare un nuovo Centro diurno nei locali parrocchiali per accogliere con maggior disponibilità gli anziani che vivono ancora a casa propria. Spesso ripeteva: “Ci sono tanti anziani che dobbiamo aiutare”. Fra l’altro ha trascorso l’ultimo, doloroso mese proprio nella “sua” Rsa, celebrando ogni settimana la Santa Messa con i residenti e con il personale, al quale si è sempre raccomandato di dire grazie per la sollecitudine e il servizio offerti con professionale gentilezza agli anziani e a lui stesso. Oggi il Consiglio di amministrazione, i residenti, i familiari e tutti gli operatori della Rsa Monsignor Olinto Fedi si stringono in preghiera attorno al loro parroco”.
