SESTO FIORENTINO – Via Nova chiede si recuperare e riaprire il Museo della civiltà contadina Bruno Carmagnini e la collezione mineralogica conservata presso Casa del Guidi, sede del Centro civico n. 4 Colonnata-Camporella. La richiesta è stata presenta in Consiglio comunale il 27 ottobre scorso, grazie a un’interrogazione presentata dal consigliere di Via Nova Leonardo Giannelli, alla quale ha risposto l’assessore alla cultura Irene Falchini. Nella risposta all’interrogazione, spiega Via Nova “l’assessore Falchini ha ricostruito la situazione amministrativa della Collezione Bruno Carmagnini, concessa in comodato al Comune con una deliberazione del 1998. La gestione era affidata a un apposito comitato, successivamente non più in grado di proseguire la propria attività, mentre l’ultima convenzione per il servizio di apertura dei locali, affidato all’Associazione Comunale Anziani, risale al 2017. L’assessora ha inoltre riferito che gli interventi necessari sull’impianto elettrico sarebbero di modesta entità, mentre occorrerebbero ulteriori verifiche relative alla sicurezza. Il problema principale sarebbe dunque individuare un nuovo soggetto gestore”.
“Ma se le difficoltà sono soprattutto organizzative, perché in tutti questi anni non si è riusciti a superarle? – chiede Via Nova – E perché la riunione del 2023, alla quale partecipò lo stesso assessore competente, attuale consigliere comunale dello stesso partito dell’assessora Falchini (Jacopo Madau, n.d.r.), non ha prodotto risultati concreti? L’assessora ha anche precisato che la Pro Loco non figura tra i soggetti formalmente coinvolti nella gestione del museo. Nessuno, tuttavia, aveva sostenuto il contrario: la questione riguardava l’impegno spontaneamente assunto dalla sua presidente nel corso della riunione del 2023, circostanza che può essere confermata dai partecipanti”. “Per quanto riguarda la collezione mineralogica, – prosegue Via Nova – Falchini ha ricordato che essa fu donata all’Associazione Comunale Anziani, distinguendone quindi la titolarità e le responsabilità da quelle della raccolta etnografica. Una precisazione amministrativamente rilevante, che non dovrebbe però escludere l’interesse del Comune alla valorizzazione di un patrimonio scientifico conservato in una struttura cittadina”.
Falchini ha infine assunto l’impegno di coinvolgere nuovamente le associazioni interessate per individuare un soggetto gestore e avviare un percorso verso la riapertura del museo. “Prendiamo atto delle sue parole, – dicono il consigliere Leonardo Giannelli e Stefano Rolle della Lista civica Via Nova – ma non possiamo nascondere il nostro scetticismo. Dichiarare che ci si occuperà di un problema è facile; ben diverso è indicare tempi, risorse e modalità per risolverlo. E dopo tanti anni di chiusura, e dopo una riunione rimasta senza risultati visibili, le semplici dichiarazioni d’intenti non possono più essere considerate sufficienti”. Via Nova “chiede all’amministrazione comunale di definire un percorso concreto per restituire queste raccolte alla cittadinanza, individuando responsabilità precise e tempi verificabili. Se davvero non esistessero le condizioni per garantirne la conservazione e la fruizione a Sesto Fiorentino, sarebbe preferibile valutare, nel rispetto dei diritti dei proprietari, la possibilità di affidarle a istituzioni museali capaci di valorizzarle. Per la raccolta mineralogica si potrebbe pensare, ad esempio, al Gamps di Scandicci; per quella etnografica, a uno dei numerosi musei toscani dedicati alla civiltà contadina”.







