LASTRA A SIGNA – Perché è scomparsa la rucola e siamo invasi dall’avocado? Chi ha deciso che non serve più la mezzaluna? Da quando l’uomo ha smesso di cucinare e si è trasformato in Chef? Sono le domande da cui parte “L’altezza delle lasagne”, il nuovo one man show di Vito, in scena venerdì 23 ottobre alle 21 al Teatro delle Arti. È il secondo appuntamento di “Passaggi”, la stagione principale 2026-2027 del teatro. Scritto da Francesco Freyrie e Andrea Zalone, con l’assistenza drammaturgica e la regia di Daniele Sala, lo spettacolo è un “monologo di sopravvivenza gastronomica”: un excursus comico e spietato sul rapporto, spesso malsano, tra l’uomo e il piano cottura. Vito, attore da sempre appassionato gourmand e conduttore di trasmissioni di cucina molto seguite, tra cui “Vito con i suoi” su Gambero Rosso Channel, prende di mira le manie e gli eccessi che oggi accompagnano il cibo: la scelta delle materie prime, i ristoranti, le allergie, le intolleranze, le diete e le mode alimentari.
Ne nasce uno spettacolo politicamente scorretto, in cui ogni spettatore si sentirà in qualche modo chiamato in causa. “Non offendo e non giudico nessuno – spiega Vito, pseudonimo di Stefano Bicocchi– ma siamo talmente ossessionati da ciò che mangiamo o che vorremmo mangiare, che siamo diventati grotteschi”. La morale, però, resta sempre la stessa: cucinare con amore, per chi si ama e per se stessi, rispettando l’ambiente, senza sprechi né eccessi. E visto che in scena si parla di cibo, la serata comincia a tavola: prima dello spettacolo il pubblico potrà partecipare all’apericena a 10 euro curata dalla Fattoria Albanese Labardi, dalle 19.30. La produzione è di Cronopios Srl; assistente Mattia Angiola, concept fotografico Giovanni Bortolani, biglietti e programma della stagione: www.tparte.it.
