Prestito sociale: il progetto è promosso. E ci sono ancora risorse disponibili

SESTO FIORENTINO – Si chiama “Prestito sociale” e può essere un valido aiuto, nell’immediato, per chi sta vivendo un momento di difficoltà. Si tratta infatti di una delle misure adottate dalla Regione per contrastare la povertà concedendo prestiti fino a 3.000 euro (senza garanzie e senza interessi) a persone e famiglie che si trovano in condizioni di particolare fragilità socio-economica. Misura che nella Piana si avvale della collaborazione di ben nove “strutture” adibite a fornire tutte le informazioni necessarie e a sbrigare le pratiche richieste: CDA interparroccchiale Calenzano, CDA Pubblica Assistenza Campi, CDA Misericordia Lastra a Signa, Centro di ascolto Lastra a Signa, circolo Arci Stella Rossa Signa, Centro di ascolto Signa, CDA Scandicci Misericordia Lastra a Signa, Centro di ascolto Campi Bisenzio e CDA Associazione intercomunale anziani Sesto Fiorentino.

Tutti centri che, dopo la pausa per le festività natalizie, riapriranno i battenti la prossima settimana per ascoltare chiunque si rivolga a loro. A parlare sono comunque i numeri, visto che dall’inizio di questo servizio, avviato nel 2013 e rifinanziato l’anno successivo, le pratiche complessivamente prese in esame sono state 255, quelle finanziate 183 per un totale di 369.760 euro; numeri significativi se guardiamo anche all’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, con 37 pratiche presentate (31 delle quali approvate e sei quelle in sospeso) per un totale di 60.229 euro, 36.024 dei quali già rimborsati da chi ne ha fatto richiesta.
Se poi guardiamo a tutta la Toscana, l’entità del finanziamento regionale è pari a oggi a 9,7 milioni, di cui sono stati erogati alle famiglie 6,7 milioni (corrispondenti al 78,2 per cento). Ma ci sono ancora risorse disponibili.

“E’ questo l’elemento significativo, – spiega l’assessore regionale Stefania Saccardi – un dato che va ascritto al lavoro svolto dai volontari dei centri di ascolto, parte fondamentale in questo percorso, cui le persone in difficoltà si rivolgono e che hanno saputo trasmettere il concetto di uso consapevole del denaro e dell’importanza della restituzione per poter rimettere in circolo risorse destinate ad altri prestiti”. L’iter del “prestito sociale” ha avuto come misura preliminare un bando regionale per i soggetti del terzo settore cui hanno partecipato, presentando propri progetti di “ascolto” varie associazioni: Caritas toscana, Arci, Misericordie, Pubbliche Assistenze, Fondo Vivere (Versilia), Salve! Health To Share Onlus (zona Fiorentina Sud/Est) e Amici di Essere, Nosotras, Adra (Città di Firenze).

Ne è scaturita una rete territoriale di 300 Centri di ascolto nei quali ben 600 volontari hanno accolto, sostenuto le persone, le famiglie in situazione di bisogno costruendo con loro percorsi personalizzati al fine di aiutarli ad uscire da situazioni di momentanea difficoltà. “Ritengo che per il prestito sociale possiamo parlare di progetto riuscito – aggiunge l’assessore regionale – anche grazie alla rete di associazioni messa in piedi, che pur avendo estrazioni diverse, sia laiche che religiose, sono riuscite a condividere il patrimonio culturale e di esperienze acquisito negli anni e a metterlo a disposizione per funzioni sociali”. Una rete davvero importante, per la quale si “sono spesi” anche i rappresentanti delle varie associazioni di volontariato attive nei Centri di ascolto: Alessandro Martini  (Caritas Toscana), Luigi Remaschi (Pubbliche Assistenze), Gianluca Mengozzi (Arci Toscana), Andrea Panelli (Misericordie)  e Laura Zecchi (Ausl Centro SdS Fiorentina Nord Ovest).

Possono fare domanda di prestito ai Centri di ascolto cittadini maggiorenni, residenti in un Comune toscano, che non abbiano condanne definitive di un certo tipo (associazione di tipo mafioso, riciclaggio, impiego di denaro e beni di provenienza illecita), che abbiano Isee non superiore a 15.000 euro, che siano cittadini europei oppure siano in possesso di carta di soggiorno o di regolare permesso di soggiorno. Dopo aver valutato la situazione familiare i volontari dei Centri d’ascolto, che svolgono anche attività di tutoraggio e di accompagnamento per garantire un uso consapevole del denaro, decidono se concedere il prestito, che dovrà essere restituito entro un massimo di 36 mesi. Al beneficiario viene richiesto di essere parte attiva e propositiva nel superare le momentanee difficoltà economiche, personali o della propria famiglia.

Infine un’ultima precisazione: con la prima tranche del finanziamento, la restituzione del denaro poteva avvenire, in alternativa a quella rateale prevista dal piano personalizzato, anche attraverso lo svolgimento di attività socialmente utili. Con il rifinanziamento, ovvero con il tipo di pratica con la quale si erogano attualmente i prestiti, è previsto solo il rimborso monetario della cifra ricevuta grazie al prestito sociale.