SESTO FIORENTINO – L’ex capogruppo di Sel in Consiglio comunale, Beatrice Corsi, ha deciso di restare in Sesto bene comune e di sostenere la candidatura a sindaco di Maurizio Quercioli. Questo perché, secondo Corsi, “è l’unico progetto di governo davvero alternativo al Pd, perché è l’unica opportunità che abbiamo per rimodellare una città che sia a misura di tutti e non la città che subisce le decisioni prese altrove”.
Secondo la ex consigliera occorre un’operazione che vada “oltre le trincee di partito e i gruppuscoli di potere che smaniano per conquistarlo e mantenerlo o rosicano perché questo potere lo hanno perduto e lo vogliono recuperare”. Per Corsi, Sinistra ecologia e libertà aveva superato “queste logiche” due anni fa, aderendo al progetto di Sesto Bene Comune e catalizzando intorno alla figura di Quercioli tanti giovani e meno giovani.
“C’è bisogno di forze – spiega Corsi in una nota – che nascano dalla società. Tentare ancora di giungere alla (finta) unità della sinistra significa in primo luogo non fare i conti con la sconfitta della sinistra stessa che non ha saputo dare risposte e che è stata percepita non utile dai suoi referenti sociali, un’inutilità in cui si è innestato nel tempo il diffuso senso di insicurezza e paura su cui le destre populiste hanno costruito quell’egemonia culturale che le ha portate al successo elettorale. Da ex capogruppo di Sel in consiglio comunale di Sesto Fiorentino, come moltissimi altri ex militanti di Sel, vivo in coerenza con me stessa e rinnovo il mio impegno politico nel progetto di Sesto Bene Comune”.
Corsi augura all’attuale Sel – Sinistra Italiana “di raddrizzare il tiro e tentare di essere maggiormente inclusiva nei confronti delle forze sociali e civiche, le organizzazioni, e le persone in un confronto aperto per assorbire le nuove vitali esigenze per non morire di noia e dejà vu”. Infine si rivolge a chi vede nel voto di giugno un’opportunità di radicale rinnovamento nel governo di Sesto: “Coraggiosamente, proviamo a non farci dettare la linea dalle alte stanze di palazzo. La linea di separazione tra i giochi di potere e la buona politica, questa volta, possiamo tracciarla noi”.
