SESTO FIORENTINO – La chiusura di via dell’Osmannoro per lavori alla rete idrica, secondo ordinanza prorogata fino al 22 agosto, sta causando forti disagi alla circolazione: lo afferma, in una nota il capogruppo della Lega Daniele Brunori. “Eppure – spiega la Lega – i problemi si erano già verificati all’inizio di agosto, quando l’intervento era stato presentato come una questione di poche ore, destinata a risolversi nell’arco di un pomeriggio. Oggi, a distanza di settimane, i cittadini si trovano ancora a fare i conti con un cantiere che avrebbe dovuto avere tutt’altra tempistica”.
“La deviazione del traffico in direzione Sesto attraverso il Polo Scientifico ha messo in luce tutte le criticità di quell’area, – prosegue la Lega che dispone soltanto di due accessi reali: via dell’Osmannoro e via dei Frilli. Una configurazione già inadeguata nella normalità e che oggi, con l’interruzione di una delle strade, sta paralizzando i flussi e creando enormi disagi. A mancare non è solo la programmazione di un traffico d’emergenza o una gestione ordinata della viabilità alternativa, ma soprattutto una visione urbanistica di lungo periodo che renda il Polo parte integrante della città e non un corpo isolato”.
“Questa è la fotografia di una politica urbanistica miope, – dice Daniele Brunori – che ha concepito il Polo Scientifico come un corpo separato dal resto della città, privo di collegamenti adeguati e di vie di fuga in caso di emergenza. È ora di cambiare rotta”. Per la Lega “occorre che il Comune pretenda chiarezza sul cronoprogramma dei lavori, che la Polizia Municipale gestisca con più attenzione i nodi viari, ma soprattutto che si avvii finalmente un piano straordinario per l’accessibilità del Polo. Non bastano toppe o deviazioni provvisorie: servono nuovi accessi, connessioni con il tessuto cittadino e corridoi di sicurezza che garantiscano la funzionalità dell’area anche in caso di emergenze”. “Non chiediamo l’impossibile: – conclude Brunori – chiediamo programmazione e serietà. Il Polo Scientifico deve essere parte della città, non un’isola. Servono più accessi, più sicurezza e una gestione del traffico all’altezza”.