Consigli di lettura 2026. Martini: la memoria e i racconti contemporanei

SESTO FIORENTINO – ⁠Fine anno è momento dei bilanci, lasciando da parte quello del Comune, e parliamo di libri. Abbiamo chiesto qualche consiglio alla giunta comunale di Sesto Fiorentino. Assessore Sara Martini c’è una lettura fatta nel 2025 che consiglierebbe? E una che si propone di leggere nel 2026?  È difficile bilanciare libri e letture, […]

SESTO FIORENTINO – ⁠Fine anno è momento dei bilanci, lasciando da parte quello del Comune, e parliamo di libri. Abbiamo chiesto qualche consiglio alla giunta comunale di Sesto Fiorentino.

Assessore Sara Martini c’è una lettura fatta nel 2025 che consiglierebbe? E una che si propone di leggere nel 2026?

 È difficile bilanciare libri e letture, ogni pagina e ogni testo ha la sua storia. Ma ci provo. Tra i romanzi, Cara pace di Lisa Ginzburg, intensa e originale. Non posso poi trascurare la rilettura de Il pane perduto di Edith Bruck, testimone e scrittrice straordinaria. E un libro piccolino nella forma, ma grande nelle intuizioni, Parole sotto sale di Claudia Fabris. Molte le letture stimolate dalle materie di cui mi occupo anche in Comune: per il 2025 mi piace citare Se vivi sulla Terra e L’albo illustrato come strumento efficace per l’educazione civica e affettiva di Antonella Capetti, prezioso strumento per educatori e insegnanti. Inizierò invece il 2026 con due libri di Nicoletta Verna, I giorni di vetro e, a ruota, L’inverno delle stelle. 

Se dovesse scegliere una novità per il 2026 del suo assessorato (scuola, politiche educative, trasferimento tecnologico, rapporti con l’Università e con il Polo scientifico tecnologico di Sesto Fiorentino, società partecipate)  per i sestesi, quale indicherebbe?

Per l’anno che viene continua il nostro impegno per aumentare l’offerta dei servizi all’infanzia e alle famiglie con la realizzazione di nuovi posti nido e per supportare progetti che favoriscano l’interazione tra scuole e territorio, in collaborazione con associazioni locali e con il supporto di soggetti qualificati quali ad esempio l’Università degli studi di Firenze. Confermiamo anche l’investimento in percorsi su storia e memoria: a marzo partiremo per i campi di sterminio con un gruppo di studenti in numero superiore di quello già significativo dello scorso anno.