SESTO FIORENTINO – “Per non dimenticare” è un volume che raccoglie le testimonianze delle ultime Giornate della Memoria organizzate da Auser, associazione che si occupa di invecchiamento attivo, per ricordare gli eccidi nazi-fascisti avvenuti in Toscana nel 1944, la cui sede regionale è a Sesto Fiorentino. Il volume è stato presentato in Regione alla presenza del presidente Eugenio Giani e Vannino Chiti. Gli undici luoghi scelti da Auser per raccontare la memoria delle stragi hanno un valore altamente simbolico: Civitella Val di Chiana, Sant’Anna di Stazzema, Montemaggio, Figline di Prato, Monterappoli, Padule di Fucecchio, Roccastrada, Massa Marittima, Farneta, Fiesole, Livorno e Fiano Pescaglia. I fatti, le persone, le storie: le pagine del libro niente risparmiano per restituirci il ricordo di un orrore che senso non ha e che assume un significato particolare in giorni come questi. “Abbiamo il dovere – ha detto Giani – di riscoprire, far conoscere, spiegare alle nostre ragazze ed ai nostri ragazzi questi eventi tragici mostrando il loro reale significato. È una operazione di memoria per un futuro realmente fondato su valori condivisi e scolpiti negli articoli della nostra Carta Costituzionale, capaci di portare ancora oggi un contributo alla crescita civile e culturale della società che viviamo”.
“Tenere vivo il ricordo di ciò che è stato – ha aggiunto Vannino Chiti, deputato, per dieci anni senatore della Repubblica, dal 1992 al 2000 presidente della Regione Toscana – vuol dire aver presente quale è stato il percorso che ci ha portato a questa democrazia che non ci è stata regalata ed è preziosa nella sua Costituzione, nei suoi valori, nella coerenza che ci dovrebbe ispirare. Stiamo vivendo un tempo difficile che per certi aspetti non ci eravamo immaginati, neanche se fossimo stati presi da pessimismo”. “Le ragioni che ci hanno portato a realizzare questo libro – rha ricordato Renato Campinoti, presidente di Auser Toscana – partono proprio dalla sensazione che c’era qualcosa che non funzionava più: non c’era più certezza su certi valori una volta condivisi, sul rispetto di ciò che dice la nostra Costituzione. Basta vedere cosa sta succedendo in queste settimane: si rimette in discussione dell’equilibrio dei poteri fra Governo e magistratura, si fa un referendum che vuole modificare aspetti importanti della Costituzione. Siamo partiti dall’esigenza di essere vigili e abbiamo preso spunto dalla memoria”
“Oggi – ha affermato Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione – percorriamo assieme un cammino di memoria comune non solo per ricordare, ma per comprendere come la pace parta da ciascuno di noi. Bisogna stare attenti quando la retorica ci porta a chiedere la pace solo per gli altri. No, noi non solo la chiediamo per altri, ma ci ricordiamo che la pace parte dai singoli gesti, dai gesti più semplici, dai rapporti interni alla nostra famiglia, alla nostra associazione, nella nostra comunità. La richiesta di una pace vera parte dal non utilizzare l’odio, la violenza, ma il rispetto, la tolleranza, l’incontro, la condivisione. Questo significa aver compreso la lezione della Seconda Guerra Mondiale, Perché non è che tutto è partito con i campi di concentramento e con le camere a gas, è partito molto prima quando abbiamo accettato la violenza nei singoli gesti quotidiani e quando l’abbiamo accettata non si è frenato più niente, è stata un’escalation che ha portato poi a quello che abbiamo visto”.
