Contenzioso Acque Blu Fiorentine-Plures Alia: nessun colpo di scena, si parlerà di tutto il 15 maggio

CAMPI BISENZIO – Si infittisce la ragnatela nell’ambito del dibattito – e del contenzioso – fra Acque Blu Fiorentine (Acea) e Plures-Alia. In base alle indiscrezioni raccolte, infatti, in merito a quanto emerso nelle ultime ore su quella che sarebbe la decisione della Corte d’Appello di Firenze, il decreto reso dal giudice non dispone niente […]

CAMPI BISENZIO – Si infittisce la ragnatela nell’ambito del dibattito – e del contenzioso – fra Acque Blu Fiorentine (Acea) e Plures-Alia. In base alle indiscrezioni raccolte, infatti, in merito a quanto emerso nelle ultime ore su quella che sarebbe la decisione della Corte d’Appello di Firenze, il decreto reso dal giudice non dispone niente sul merito della sentenza di primo grado, con la quale è stato accertato l’intervenuto passaggio della proprietà del 40% di Publiacqua da ABF a Plures. In pratica, il provvedimento adottato dalla Corte d’Appello di Firenze ha “solo” disposto di rinviare al 15 maggio l’esame della domanda cautelare di ABF nell’ambito del necessario contraddittorio tra le parti. Fino a quella data sospende provvisoriamente l’esecuzione della sentenza “inaudita altera parte”. Il 15 maggio si discuterà definitivamente la domanda cautelare di ABF, non il merito dell’appello.

Volendo semplificare, si tratta di dinamiche fisiologiche a questi procedimenti, verificatesi anche nel giudizio di primo grado, dove fra l’altro a una fase iniziale analoga, non ha fatto seguito la concessione della misura cautelare in via definitiva. Non c’è, quindi, sempre secondo quanto raccolto, alcuna decisione avversa, né tanto meno un colpo di scena che incida sul merito del percorso in atto. L’iter giudiziario in corso, così come l’appello promosso da Acque Blu Fiorentine, non attengono invece in alcun modo all’iter avviato da AIT per l’affidamento del servizio idrico, la cui concessione come noto è scaduta il 31 dicembre 2025 e si trova attualmente in un regime di mera proroga tecnica al 31 dicembre 2026, resasi necessaria per l’appunto per procedere al nuovo affidamento. D’altronde, legare la vicenda in corso alle decisioni autonome e separate che le amministrazioni dei territori stanno assumendo e dovranno necessariamente assumere per il nuovo affidamento di una concessione scaduta, rischia di fornire letture fuorvianti che, in nessun caso, potranno condizionare le scelte istituzionali sulla gestione del servizio che solo tali amministrazioni sono chiamate a prendere.