SIGNA – Non le manda certo a dire dietro il gruppo consiliare Uniti per Signa in merito alla situazione del ponte dei Tomberli a San Mauro. Uno snodo cruciale per chi esce o rientra nella frazione del Comune di Signa (al confine con il Comune di Campi Bisenzio) ormai chiuso da mesi. Una situazione che inevitabilmente si è riverberata su altre zone del territorio, a partire dal ponte del Valico e via delle Molina, l’unica strada di accesso per rientrare a San Mauro – o dirigersi a Signa – quando si torna da Firenze e non si vuole allungare ulteriormente il proprio tragitto. Con code che, in certe ore della giornata, soprattutto il pomeriggio, arrivano a lambire l’abitato di San Donnino.
Fatto sta, come spiegano il capogruppo Gianni Vinattieri e i consiglieri Monia Catalano e Gabriella Fontani (e i riferimenti sono anche per le precedenti amministrazioni comunali) “dopo avere ignorato relazioni tecniche che dal 2004 ne richiedevano la messa in sicurezza con misure urgenti, il ponte dei Tomberli a San Mauro è stato chiuso con un’ordinanza del 20 giugno 2025. Da un momento all’altro, senza alcun confronto con i cittadini, strategia, e programmazione, si è ridotta un’importante via di comunicazione e di uscita-accesso dalla frazione di San Mauro (via Nannucci) a una mera strada senza sfondo. Con conseguente congestionamento del traffico in via della Molina in alcune fasce orarie. Il tutto costellato dalle consuete sparate mediatiche della giunta signese che annunciavano una celere concertazione con il Comune di Campi Bisenzio per la demolizione e ricostruzione di un nuovo ponte”.
“Propaganda con il fiato corto – aggiungono i tre consiglieri – che ben presto ha lasciato il campo alla realtà. Già da un’interrogazione consiliare presentata dal nostro gruppo nel novembre del 2025 è emerso chiaramente che l’iter per la riapertura del ponte dei Tomberli si era arenato ai convenevoli amministrativi di prassi fra i due Comuni: soprattutto, non disponibili a impegnare risorse finanziarie proprie nell’intervento. Posizione politica confermata dal sindaco di Signa, Giampiero Fossi, che nei giorni scorsi ha dichiarato che per il ponte dei Tomberli “le cifre sono insostenibili, serve aiuto” e “sarà necessaria una spesa di 1-2 milioni di euro per abbattere e ricostruire il ponte: una somma che, per un’amministrazione come la nostra, è difficile da sostenere”…”.
“Con queste parole – spiegano i consiglieri di Uniti per Signa – il sindaco di Signa afferma che per abbattere e ricostruire il ponte servirà una spesa di 1-2 milioni di euro. Data la grossolanità della valutazione, facciamo l’ipotesi che serviranno 1,5 milioni di euro (la media aritmetica fra un minimo di 1 milione e un massimo di 2 milioni). Visto che l’intervento è per metà di competenza di Signa e per l’altra di competenza di Campi Bisenzio, per ognuno dei due Comuni si può ipotizzare un concorso di spesa di 750.000 euro per ciascuno. Quindi, per il Sindaco di Signa, 750.000 euro sono “una cifra insostenibile e difficile da sostenere”.
“Evidentemente – concludono – dimenticando gli enormi sprechi dell’amministrazione comunale perpetrati negli ultimi anni. Nel 2022 sono stati spesi 2 milioni e 500mila euro per l’acquisizione di Villa Alberti, bene che a tutt’oggi non è nella disponibilità della comunità per mancanza di interventi di adeguamento normativo dell’immobile. Sempre nel 2022 è stato acquistato per 600.000 euro l’ex American Show di via Santelli per destinarlo a teatro comunale: a tutt’oggi l’immobile non è a servizio della comunità amministrata. Quindi, 3 milioni e 100mila euro impiegati in interventi inutili per i cittadini signesi.
In aggiunta a quanto evidenziato, si consideri che nei vari passaggi di bilancio è stato ribadito l’ampio margine, per l’amministrazione comunale, di contrarre ulteriore indebitamento tramite accensione di mutui per opere di pubblica utilità. Appare, dunque, del tutto pretestuoso affermare che il Comune di Signa non può sostenere un investimento di 750.000 euro in un’opera fondamentale per la comunità di San Mauro e, conseguentemente, per Signa. Si tratta, altresì, del totale disinteresse della giunta comunale per le frazioni. E di una miopia politica che continua a compromettere il futuro del nostro Comune”.
