Della Giovampaola (Europa Verde Avs): è polemica contro il presidente Montelatici. E “bacchetta” anche la maggioranza

CAMPI BISENZIO – Ancora polemiche tra alcune forze politiche e la presidenza del consiglio comunale campigiano. A sollevarle questa volta è Paolo Della Giovampaola, esponente di Europa Verde Avs, che spiega: “Durante le comunicazioni del presidente del consiglio comunale, Antonio Montelatici, quest’ultimo ha ripetuto più volte, tramite dei richiami, che il capogruppo delle liste di […]

CAMPI BISENZIO – Ancora polemiche tra alcune forze politiche e la presidenza del consiglio comunale campigiano. A sollevarle questa volta è Paolo Della Giovampaola, esponente di Europa Verde Avs, che spiega: “Durante le comunicazioni del presidente del consiglio comunale, Antonio Montelatici, quest’ultimo ha ripetuto più volte, tramite dei richiami, che il capogruppo delle liste di centrodestra, Paolo Gandola, sarebbe potuto finire fuori dall’aula evocando l’intervento della forza pubblica. Un’affermazione totalmente priva di fondamento, visto che il regolamento comunale esclude esplicitamente qualsiasi allontanamento fisico dall’aula”.

“Dopo avere dato lettura della lettera con cui i partiti di opposizione chiedevano al prefetto di intervenire denunciando le proprie difficoltà a operare con serenità, – ha aggiunto – richiamando l’attenzione sul post apparso il 29 novembre 2025 sulla sua pagina Facebook, e dopo avere letto la risposta inviata al prefetto, Gandola ha chiesto la parola. Dopo che questa gli è stata negata, c’è stata la reazione del presidente Montelatici, che è culminata nelle parole: “mi sembra che lei il suo show l’abbia già fatto sui giornali […] lei si mette a sedere subito per favore, le faccio il primo richiamo per l’articolo 56 […] si metta a sedere, lei sta interrompendo il consiglio, secondo richiamo per l’articolo 56, non mi faccia fare il terzo che poi mi tocca chiamare la Polizia municipale per farla allontanare”. Chiunque può leggere l’articolo 56 del regolamento, richiamato dallo stesso presidente e verificare come ciò che è stato riferito sia del tutto privo di fondamento normativo: l’articolo prevede espressamente che l’espulsione dall’aula “produce l’effetto di escludere il consigliere dalla partecipazione alla seduta del consiglio senza comprendere anche il suo allontanamento dall’aula, con il ricorso alla forza pubblica”. Un consiglio comunale è un luogo dove si ascoltano tutte le voci, anche quelle critiche”.

Per poi concludere: “Chi siede nei banchi della maggioranza che governa questo Comune non può non intervenire per ripristinare le regole democratiche. Alcuni di loro hanno avallato con il proprio assenso su Facebook le dichiarazioni del presidente contro le opposizioni. Se queste prese di posizione possono, in maniera molto benevola, essere annoverate nell’aspra polemica politica che si svolge fuori dall’aula consiliare, il comportamento sopra denunciato richiede ben altro: un atto di coerenza democratica che non ammette ambiguità. Va ricordato che Montelatici era il candidato sindaco per una coalizione di centrodestra di cui faceva parte Fratelli d’Italia ed è stato eletto presidente del consiglio comunale con i voti di questa maggioranza: una contraddizione politica che non ha mai smesso di pesare. I campigiani hanno respinto a larga maggioranza, con il voto referendario del 22 e 23 marzo, il tentativo di costruire una democrazia autoritaria. Consentire il perpetrarsi di atteggiamenti autoritari dentro la sala consiliare intitolata a Sandro Pertini significherebbe non tenere conto della volontà popolare, che tiene alle regole democratiche”.