Festa della liberazione a Signa: tutti gli eventi in programma 

SIGNA – Le strade, le piazze e i luoghi della memoria di Signa torneranno a essere il filo conduttore delle celebrazioni per l’81° anniversario dalla liberazione d’Italia, in un percorso che unirà ricordo istituzionale e partecipazione della comunità nel segno dei valori della resistenza. Il programma delle iniziative si apre domani, giovedì 23 aprile, alle 21.15, con […]

SIGNA – Le strade, le piazze e i luoghi della memoria di Signa torneranno a essere il filo conduttore delle celebrazioni per l’81° anniversario dalla liberazione d’Italia, in un percorso che unirà ricordo istituzionale e partecipazione della comunità nel segno dei valori della resistenza. Il programma delle iniziative si apre domani, giovedì 23 aprile, alle 21.15, con lo spettacolo “Stamattina è stato inverno”, di e con Manola Nifosì, a cura del Centro Iniziative Teatrali, presso la Salablu di Signa.

La giornata di sabato 25 aprile sarà, invece, scandita dalle tradizionali cerimonie commemorative: alle 9.45 l’onore ai caduti con la deposizione di una corona d’alloro ai cippi di piazza della Repubblica e piazza Cavour; alle 10.15 la deposizione delle corone ai cippi e alle lapidi in memoria dei caduti in via Manlio Romoli; alle 11 l’omaggio al Sacrario nel cimitero di San Miniato in ricordo dei caduti di tutte le guerre; alle 11.30 la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti di San Mauro a Signa, presso i giardini pubblici di via Bruno Catarzi. Durante la cerimonia sarà presente la Filarmonica Giuseppe Verdi di Signa. Alle 12.30 è previsto il “pranzo resistente” presso il circolo Stella Rossa, mentre alle 15.30 il giardino Maria Camiciottoli ospiterà il concerto del gruppo I CantaStoria.

“Il 25 aprile ci richiama a un passaggio decisivo della nostra storia, in cui nulla era scontato e tutto è stato conquistato, – ha commentato il sindaco Giampiero Fossi – é il giorno in cui si afferma con forza il valore della libertà, ma anche della responsabilità collettiva che l’ha resa possibile. La memoria della Resistenza non è retorica: è un patrimonio concreto, fatto di scelte, di coraggio e di sacrifici, che continua a interrogare il presente e a dare senso al nostro essere comunità”.