FIRENZE – “Occorre fare un lavoro sempre più accurato sul reticolo idraulico minore, perché sono proprio i torrenti e i fossi che richiedono un impegno molto più presente e vicino”, rispetto al quale “sento un bisogno di dialogo e confronto”. Queste le parole del presidente Eugenio Giani, che ieri mattina ha partecipato, insieme al sottosegretario alla presidenza Bernard Dika, alla presentazione dell’Unione comitati per i territori fragili ospitato in Sala Pegaso. Unione che mette insieme nove comitati: Comitato Settimo Miglio Calenzano, Comitato Alluvionati Campigiani 2023 – “Il Racchio”, Comitato Alluvione Agna (Pistoia), Comitato Alluvione Galceti – Figline (Prato), Cal – Comitato Alluvionati di Livorno, Comitato difesa del territorio e del fiume Cecina (Livorno), Comitato Alluvionati Val di Cornia (Livorno), Comitato facciamo chiarezza, Terre dell’Albegna (Grosseto) e associazione Vita (Volontari indipendenti per il territorio dell’Albegna, Grosseto).
“L’importanza della giornata di ieri – spiegano dai comitati – risiede in almeno due elementi: la sinergia che nasce fra cittadinanza e istituzioni per la gestione dei rischi di alluvioni, sicuramente innovativa nel suo genere, nonchè il volontariato senza alcuna connotazione partitica di gruppi di cittadini attivi che, con senso civico e morale, si adoperano con iniziative a favore di tutti i territori. L’unione dei comitati ritiene infatti che per ottenere attenzione e considerazione da parte delle istituzioni, occorra un corrispettivo senso del dovere e dell’impegno personale: è questa la strada che abbiamo scelto per rendere i territori meno fragili. La giornata di ieri, quindi, vuole essere il punto di partenza di un efficace percorso di azioni coordinate e partecipate con gli enti, a partire dalla Regione Toscana, che ringraziamo per la fiducia manifestata nei nostri confronti”.
L’Unione nasce infatti da comitati di cittadini che negli ultimi vent’anni hanno subito gli effetti devastanti, e anche luttuosi, di alluvioni ed eventi calamitosi. E chiede, alla luce di quanto vissuto e dell’esperienza di cittadinanza attiva di chi li anima, “maggiore ascolto da parte delle istituzioni riguardo alle scelte in materia di sicurezza idrogeologica del territorio e la creazione di un Osservatorio civico permanente sui rischi di alluvioni ed eventi catastrofali”. Tutto questo dopo “un lungo percorso di conoscenza e confronto fra le varie realtà, iniziato quasi un anno fa, e che ha permesso ai comitati e alle associazioni di costituirsi a seguito di quanto subìto sulla propria pelle, di creare un luogo di scambio di esperienze che ha fatto crescere nei cittadini stessi la consapevolezza che occorra prima di tutto unirsi per poter rappresentare in modo più appropriato e opportuno le nostre istanze, noi spesso discriminati dagli enti pubblici e dalle istituzioni”. “Un Osservatorio che nasca grazie alla partecipazione dei rappresentanti dell’Unione dei comitati per i territori fragili e gli enti coinvolti per competenza, così da riportare, discutere e migliorare le criticità in comune dei vari territori: noi siamo il territorio”.

Il presidente Giani, da parte sua, ha sottolineato apertura al dialogo con l’Unione: “C’è una battaglia comune da fare che è quella di realizzare interventi che ci portino dalla dimensione dell’emergenza alla dimensione della prevenzione”. Secondo Giani, “sarà possibile lavorare insieme con un spirito costruttivo e un rapporto franco”. In particolare nell’ambito della programmazione degli interventi sui corsi d’acqua minori, perché “quello che viene sempre più in evidenza è l’accrescersi di fenomeno estremi” proprio su questi ultimi, relativamente ai quali “il lavoro da fare è quello di concentrare sempre più risorse possibili e di responsabilizzare più soggetti possibili, dal Genio civile ai Consorzi di bonifica e ai Comuni”.
Sull’istituzione dell’Osservatorio si è soffermato invece il sottosegretario Dika: “Insieme al presidente proveremo a capire come poterlo creare”, ha spiegato esprimendo “apprezzamento per la nascita dell’Unione” e rivolgendo “un sincero ringraziamento a tutti i partecipanti, perché avete scelto di dedicare il vostro tempo, le vostre energie affinché quello che avete sofferto nelle vostre famiglie e nelle vostre imprese, possa non essere patito da altri cittadini. Ogni volta che c’è una voglia di partecipazione è un buon segnale per la comunità perché è più viva e più partecipe e quindi ne siamo davvero contenti”.


