CAMPI BISENZIO – “Ben vengano determinati servizi, in un territorio che fra l’altro ne ha anche bisogno. Ma non escludendo di fatto due sigle sindacali”: nelle parole di Fabio Franchi (segretario generale Cisl Firenze e Prato, nella foto) e Leonardo Muganini (Uil Toscana), tutto il “malessere” successivo all’apertura di “Prima sosta”, ovvero quello che è stato definito come un “rifugio” per i lavoratori precari della Piana. Non tanto, appunto, per il servizio in quanto tale, ma per la sua “gestione”. Il taglio del nastro nei giorni scorsi, a seguito del quale Cisl e Uil hanno scritto una lettera al sindaco Andrea Tagliaferri e all’assessore Lorenzo Ballerini in cui hanno illustrato il perché della loro presa di posizione. “All’inizio di marzo – spiegano – eravamo stati messi a conoscenza di un accordo finalizzato all’apertura di un punto di informazione e consulenza per i rider. Al contrario, come invece è stato detto, chi avrà bisogno di assistenza sindacale potrà trovarla direttamente all’interno di “Prima sosta” o sarà indirizzato alle Camere del lavoro territoriali della Cgil”.
Con un dettaglio aggiunto da Franchi e relativo al suo sindacato: “A Campi Bisenzio abbiamo una delle realtà più vivaci di tutta la Città metropolitana, lo dicono i numeri. Spero che il sindaco e la sua amministrazione abbiano l’accortezza di riaprire un canale che con loro abbiamo sempre avuto”. Per entrare nei dettagli della vicenda, “il tema – affermano i due sindacalisti – era già stato oggetto di confronto nell’ambito del tavolo sul buon lavoro, nel quale tutte le organizzazioni sindacali avevano dato la propria disponibilità a contribuire attivamente. Non a caso le tre sigle sul territorio campigiano sono presenti e attive sul tavolo della mobilità, del sociale, sulle politiche di genere e così via dicendo. Pertanto, la scelta di procedere coinvolgendo esclusivamente la Cgil, motivata dal fatto che la stessa disponesse già di un servizio analogo sul territorio fiorentino, ha escluso Cisl e Uil da un percorso che invece avrebbe richiesto il più ampio coinvolgimento possibile delle parti sociali”.
Uno stato d’animo, il loro, messo nero su bianco nella lettera inviata in Comune e che, per il momento, sindaco e assessore hanno preferito non commentare: “La scelta di procedere in questo modo, coinvolgendo esclusivamente la Cgil, è stata motivata dal fatto che la stessa disponesse già di un servizio analogo sul territorio fiorentino. Perché siamo sorpresi e amareggiati? Lo scorso 4 marzo siamo venuti a conoscenza della sottoscrizione, prevista per il giorno successivo, di un accordo finalizzato all’apertura di un punto di informazione e consulenza per i rider. In quella stessa occasione, avevamo già manifestato il nostro stupore a sindaco e assessore evidenziando come il tema fosse già stato oggetto di confronto nell’ambito del tavolo sul buon lavoro, nel quale tutte le organizzazioni sindacali avevano espresso la propria disponibilità a contribuire attivamente”.
“Da quanto riportato dopo l’apertura di “Prima sosta”, invece, emerge che l’iniziativa, promossa congiuntamente da Cgil Firenze, Comune di Campi, cooperativa Il Girasole e Società della Salute, non si configura specificamente come uno sportello dedicato ai rider, bensì come un punto di accoglienza, ascolto e informazione in materia di sfruttamento lavorativo, ricerca di lavoro, con evidente caratterizzazione di presidio sindacale, in pratica una vera e propria sede sindacale”. “Con il risultato – concludono – che tutto ciò mette in risalto anche una scarsa chiarezza rispetto agli obiettivi effettivi del servizio comunicati inizialmente. Viceversa riteniamo che un’amministrazione comunale, in quanto rappresentativa dell’intera cittadinanza e non di singole organizzazioni o specifiche appartenenze, debba operare secondo principi di imparzialità, trasparenza e inclusività, evitando scelte che sono discriminatorie o non adeguatamente motivate nei confronti delle diverse realtà sindacali presenti sul territorio”.
