FIRENZE – “La Città metropolitana di Firenze prima propone formalmente di aderire alla definizione agevolata “rottamazione quinquies” dei ruoli e delle cartelle esattoriali, poi clamorosamente ritira la delibera senza alcuna giustificazione tecnica e politica. Rinunciando potenzialmente a recuperare 1.428.311 euro di carichi da debiti tributari e patrimoniali maturati dal 2000 al 2023”: è la dura presa di posizione dei consiglieri del gruppo Centrodestra e civici per il cambiamento Cecilia Cappelletti, Vittorio Picchianti, Alessandro Scipioni e Gianni Vinattieri (nella foto) che poi spiegano: “Nella commissione consiliare del 6 luglio scorso, l’amministrazione metropolitana ha presentato e discusse la proposta di adesione alla rottamazione dopo che una novella legislativa aveva introdotto la proroga al 31 luglio del provvedimento per gli enti territoriali e locali. Quindi, la proposta di adesione fu inserita nell’ordine del giorno del consiglio metropolitano convocato per mercoledì 8 luglio. Vista l’assenza del vicesindaco metropolitano Mantellassi, con delega al bilancio, è stato deciso di rinviare il punto al consiglio metropolitano convocato per il 22 luglio. Poi, l’imprevedibile: la proposta di adesione alla rottamazione da parte della Città metropolitana non viene ripresentata e, durante il consiglio stesso, su sollecitazione del nostro gruppo, il vicesindaco non ne ha motivato il ritiro rimandando a un eventuale approfondimento in sede di conferenza dei capigruppo”.
“La misura – spiegano i consiglieri – riguarda tutti i debiti, tributari e patrimoniali, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati dall’ente all’agente della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. In particolare, il debitore, con la presentazione della dichiarazione di adesione, verserà unicamente le somme dovute vedendosi abbuonati gli importi originariamente dovuti a titolo di interessi, sanzioni, interessi di mora e aggio. Nello specifico della Città metropolitana, risultano carichi affidati all’agente della riscossione non ancora riscossi per 25.335.695 euro, di cui 1.428.311 potenzialmente oggetto della “rottamazione quinquies”. Si tratta di carichi maturati dal 2000 al 2023 e, donde, in larga parte difficilmente esigibili. L’adesione alla rottamazione avrebbe permesso all’ente di recuperare somme importanti da utilizzare nell’erogazione di servizi o per investimenti e, inoltre, di incidere sul monte di residui attivi che rendono rigido il bilancio metropolitano”.
“L’intera vicenda, – concludono – se da un lato rappresenta un’occasione mancata in termini di bilancio, dall’altra, per come si è svolta, è una mancanza di rispetto verso gli uffici, che hanno lavorato per predisporre una proposta di deliberazione poi svanita nel nulla, e verso il consiglio metropolitano a cui è stata presentata formalmente l’adesione alla “rottamazione quinquies”, inserita nell’ordine del giorno, rinviata e non ripresentata, senza alcuna giustificazione politica. E il nodo, non palesato, è proprio politico: un’avversione ideologica di una parte, evidentemente maggioritaria, della maggioranza Pd-Uniti per la Città metropolitana che ha costretto l’ente a ritirare una misura di buon senso e ha svilire il ruolo delle direzioni e del consiglio metropolitano. Evidenziando scarso rispetto istituzionale e un certo grado di dilettantismo politico”.
