Vandali danneggiano il camper di Ispro Toscana

CALENZANO – Il camper di Ispro Toscana parcheggiato da luglio scorso davanti al Palazzetto dello sport è stato vandalizzato nella notte scorsa. Ad accorgersi di quanto accaduto, è stata questa mattina una operatrice del servizio sanitario che si occupa di effettuare screening mammografici spostandosi da un comune all’altro. L’operatrice si è accorta che il lucchetto […]

CALENZANO – Il camper di Ispro Toscana parcheggiato da luglio scorso davanti al Palazzetto dello sport è stato vandalizzato nella notte scorsa. Ad accorgersi di quanto accaduto, è stata questa mattina una operatrice del servizio sanitario che si occupa di effettuare screening mammografici spostandosi da un comune all’altro. L’operatrice si è accorta che il lucchetto che bloccava la porta del mezzo era stato scardinato e una volta entrata si è trovata di fronte sedie e tavolini divelti, materiale da lavoro rovinato, fogli per terra, computer con i tasti divelti. “Questa mattina le donne che avevano appuntamento all’Unità Mobile Ispro a Calenzano non hanno potuto svolgere la mammografia. La nostra Unità Mobile ha subito atti vandalici stanotte”. Inizia così il video diffuso oggi dalla direttrice generale di Ispro Simona Dei dove si mostrano i danni subiti dal camper, danni che hanno bloccato l’attività di prevenzione sanitaria rivolta alle donne. Attività che gli operatori Ispro hanno ripreso oggi. 

“Da domani – prosegue il video postato ieri sui social dalla direttrice Dei – saremo di nuovo operativi, perché la nostra missione non si ferma per questo, rimane però l’amarezza, la tristezza di queste immagini e di ciò che il vile gesto ha comportato”. “Ho voluto condividere queste immagini con voi – conclude Dei – non ci sono stati morti, non è corso sangue solo danni, ma è corsa la mancanza di rispetto per chi si occupa della salute delle persone e vuole che la vita scorra serena”. Anche l’assessore regionale Monia ha commentato sui social la vicenda: “Questo camper rappresenta la salute pubblica che si sposta sul territorio e offre una difesa concreta contro il tumore al seno attraverso la prevenzione precoce. – ha scritto Monni – Devastare questa struttura significa interrompere un servizio essenziale, colpire i diritti delle cittadine e calpestare il lavoro quotidiano del personale sanitario. I danni materiali si riparano, ma resta la gravità di un gesto che ferisce l’intera comunità. La mia vicinanza e il mio ringraziamento vanno a tutte le professioniste e i professionisti dell’unità mobile, con la certezza che la prevenzione sul territorio proseguirà con ancora maggiore determinazione”.