CALENZANO – La stanza H, ovvero la stanza del padel all’interno del Parco delle Carpugnane non convince il Pd calenzanese. Si tratta della “Stanza H”, “di un centro sportivo dedicato prevalentemente al padel, attraverso forme di iniziativa privata” si legge in una nota del Pd calenzanese.
“A sorprendere – si legge nella nota – sono innanzitutto i tempi: la proposta della società privata è stata protocollata il 10 agosto e, appena il giorno successivo, la Giunta ha già espresso il proprio indirizzo favorevole. Ventiquattr’ore per assumere una posizione politica su una scelta destinata a incidere sull’identità e sull’utilizzo futuro di una parte rilevante del Parco”. Secondo il Partito Democratico “la scelta della data, unita alla velocità con cui è stato espresso l’indirizzo favorevole, dà la netta impressione che si sia voluto far passare il provvedimento sotto silenzio, sottraendolo al confronto politico e cittadino”.
“Una decisione – prosegue la nota – capace di incidere sul futuro di un grande parco pubblico avrebbe richiesto esattamente il contrario: trasparenza, tempi adeguati e il massimo coinvolgimento della comunità. Tutto questo appare ancora più contraddittorio se si considera che Sinistra per Calenzano ha più volte accusato il Partito Democratico di non aver garantito un confronto sufficiente durante il percorso di approvazione del Piano operativo comunale. Eppure, prima della presentazione pubblica del POC, il PD incontrò per ben tre volte Sinistra per Calenzano, proprio per condividere e discutere i contenuti del Piano. Oggi, invece, la stessa forza politica sostiene una Giunta che accoglie con indirizzo favorevole una proposta privata arrivata il giorno precedente, senza alcun confronto preventivo con le opposizioni e, per quanto risulta, neppure con le associazioni sportive e con la comunità”.
Il Pd si pone una serie di domande: “prima di assumere questa decisione, quando sono state incontrate le associazioni sportive di Calenzano? Quante sono state invitate e quante erano presenti? Quali esigenze hanno rappresentato? È stato chiesto loro se la priorità per il territorio fosse davvero la realizzazione di nuovi campi da padel nel Parco delle Carpugnane? Oppure si è deciso prima, pensando di coinvolgere soltanto successivamente chi ogni giorno promuove lo sport a Calenzano?”
Inoltre il Pd afferma che “l’Amministrazione si riempie la bocca di parole come “bene comune”, “inclusione”, “partecipazione” e “rigenerazione sociale”, ma poi si prepara ad aprire una parte di un grande parco pubblico all’iniziativa privata per realizzare un centro dedicato prevalentemente al padel. Uno sport che, per i costi e le modalità di accesso, non può certamente essere considerato popolare e alla portata di tutti. La proprietà dell’area resterà formalmente comunale, ma le domande politiche rimangono: chi realizzerà e gestirà gli impianti? Con quali tariffe? Per quanti anni? Quali saranno le possibilità di utilizzo gratuito o agevolato? Quale sarà il vantaggio concreto per la collettività?”
Il Partito Democratico precisa che “prima di stabilire come utilizzare la “Stanza H”, l’Amministrazione dovrebbe completare le opere necessarie alla piena funzionalità del Parco e avviare un percorso pubblico e trasparente per decidere come animarne gli spazi. A Calenzano esistono molte idee e numerose realtà che meritano di essere ascoltate: associazioni sportive, circoli, organizzazioni sociali, forze politiche e cittadini. Se l’obiettivo è creare un nuovo polo sportivo, occorre inoltre spiegare perché. Calenzano possiede già un polo sportivo: se esistono nuove risorse e opportunità d’investimento, sarebbe logico valutare innanzitutto il potenziamento, la riqualificazione e il completamento degli impianti esistenti, invece di inventarsi come occupare nuove porzioni del Parco delle Carpugnane”.
E conclude chiedendo alla Giunta di revocare la delibera n. 159 dell’11 agosto e di tornare al confronto prima di esprimere qualsiasi indirizzo favorevole”, perchè “il Parco delle Carpugnane deve rimanere prima di tutto un grande bene comune: verde, inclusivo, accessibile e realmente aperto a tutti. Non può essere una proposta privata a determinare la destinazione di uno spazio pubblico”.
