Abbandono rifiuti: “più controlli, più telecamere e un coordinamento di area”

CAMPI BISENZIO – Il problema c’è, è aumentato in maniera esponenziale nell’ultimo anno, quindi servono più controlli ma anche un lavoro coordinato con tutti i Comuni dell’area. E’ la questione dell’abbandono dei rifiuti, che in questi ultimi mesi si verifica in tutta la Piana ma con incidenza particolare a Campi Bisenzio, “anche perché siamo zona di passaggio nelle maggiori direttrici tra Firenze e Prato” ha detto stamani l’assessore Riccardo Nucciotti che ha fatto il punto in Comune con la stampa insieme all’assessore Eleonora Ciambellotti, al comandante della Polizia municipale Lorenzo Di Vecchio e al responsabile dell’ufficio Ambiente Emiliano Bilenchi. Presenti anche gli agenti della municipale che si occupano delle indagini sull’abbandono dei rifiuti, Francesca Capanna, Rocco Lepore, Dante Mastrostefano e Simone Orvai.

La prima questione sottolineata è l’importanza delle segnalazioni dei cittadini. “Le segnalazioni sono fondamentali – spiega Nucciotti – ad esempio ieri, grazie a una chiamata di un cittadino, abbiamo rintracciato una signora che è stata multata. Vogliamo anche spiegare perché alcune discariche abusive non vengono immediatamente tolte dopo la segnalazione: se ci sono risvolti penali, scatta un’indagine della Procura per cui finché non c’è il via libera non possiamo procedere a togliere i rifiuti in questione. Lo ribadisco perché non vogliamo che i cittadini pensino che dopo la segnalazione non prendiamo in carico il problema. Nei prossimi mesi aumenteremo i controlli e la presenza delle telecamere anche grazie ai fondi dalla Regione”. Il problema dell’abbandono dei rifiuti ricade su tutta la comunità, anche per le spese in bolletta che in ultima analisi ritroviamo. “Smaltire una discarica abusiva se si tratta di rifiuti speciali o pericolosi può costare anche 10mila euro, costi che si ritrova sulle spalle la comunità – ha spiegato l’assessore Ciambellotti -. E’ chiaro inoltre che il problema non può essere gestito solo a livello comunale, ma a livello di area e in questo senso è stata una buona iniziativa il tavolo a cui hanno partecipato tutti i Comuni di zona una decina di giorni fa. Ad esempio la situazione è peggiorata dopo che nell’area pratese i rifiuti tessili sono stati assimilati a rifiuti speciali e qualcuno ha pensato di smaltirli illegalmente con i famosi ‘sacchi neri’ ed è quindi fondamentale fare un ragionamento che vada oltre i confini comunali. Inoltre un’azione che possiamo fare è la verifica dell’anagrafe di Alia, perché in molti casi assistiamo a rifiuti domestici che potrebbero essere conferiti alle ecotappe o chiamando il numero verde e, se ciò non viene fatto, viene il dubbio che ci siano casi in cui non si è iscritti al servizio o non in regola con la Tari”.

“Fino a luglio abbiamo fatto 70 interventi ed elevato 10 sanzioni – ha spiegato il comandante della municipale, Di Vecchio –. Le telecamere sono utili come deterrenti in molti casi ma non in quelli che vedono protagonisti persone organizzate, che sanno come agire. In quel caso il lavoro di controllo che va fatto è a monte, sulle aziende che pagano qualcuno per smaltire illegalmente i rifiuti. Importante a questo punto è l’attività di monitoraggio e condivisione di dati con i Comuni dell’area”. Inoltre, hanno aggiunto gli assessori, aiuterebbe anche l’aumento delle pene e delle sanzioni previste per chi abbandona rifiuti.

Bilenchi dell’ufficio Ambiente ha ricordato come questa attività di “emergenza” dei rifiuti abbandonati metta in difficoltà anche la programmazione quotidiana di Alia. “Ovviamente le attività extra vanno a sovrapporsi a quelle quotidiane del ritiro dei rifiuti alle postazioni e al porta a porta”.