FIRENZE – Dalle alluvioni dell’autunno 2023 agli eventi meteo estremi del 2024 e del 2025, la Regione Toscana, attraverso il Commissario delegato, ha mobilitato quasi 600 milioni di euro (598.651.826 euro per l’esattezza) tra interventi di emergenza, opere di somma urgenza, messa in sicurezza del territorio e contributi a cittadini e imprese. È questo il quadro complessivo che emerge dall’aggiornamento dei dati relativi agli eventi calamitosi che hanno colpito il territorio regionale dal 29 ottobre 2023 al 14 marzo 2025.
Il punto è stato fatto stamani dal presidente Eugenio Giani insieme al direttore della Protezione civile regionale Giovanni Massini. “C’è la necessità che venga nominato quanto prima il commissario per la ricostruzione. “Senza una struttura commissariale dedicata alla ricostruzione, – ha spiegato Giani – questi interventi rischiano di procedere con le procedure ordinarie, con tutti i rallentamenti che conosciamo: pareri che tardano ad arrivare, osservazioni che impongono revisioni progettuali, passaggi amministrativi che allungano i tempi”.
“Sul piano dei rimborsi – ha aggiunto – possiamo dire di avere compiuto passi avanti significativi. La macchina regionale e quella dei Comuni hanno ormai maturato esperienza e questo ci consente di dare risposte sempre più rapide ai cittadini. Per quanto riguarda la Regione Toscana, i 26,4 milioni di euro stanziati con la legge regionale 51/2023 – 25 milioni dal bilancio regionale e 1,4 milioni dal conto corrente alimentato da cittadini e imprese – hanno consentito di sostenere circa 11.000 famiglie colpite dall’alluvione del 2 e 3 novembre 2023. Con il contributo di 3.000 euro a nucleo, oggi la procedura di liquidazione è sostanzialmente conclusa, con pochissime pratiche ancora da definire. Questi contributi sono cumulabili con quelli statali, che ho gestito nella veste di commissario delegato. Tuttavia le procedure sono molto diverse: mentre il modello regionale prevedeva un meccanismo rapido, basato sulla localizzazione nelle aree colpite e su una successiva rendicontazione, i contributi statali riguardano esclusivamente i beni di prima necessità – come la cucina e gli arredi essenziali – e non includono, ad esempio, i mezzi di trasporto”.
“Non a caso, a fronte delle 11.000 domande regionali liquidate, le domande statali sono state poco più di 8.000. Di queste, circa 3.000 hanno già completato la rendicontazione per contributi fino a 5.000 euro e 2.000 sono già state liquidate. Abbiamo più che raddoppiato i pagamenti rispetto a pochi mesi fa: anche il meccanismo statale sta finalmente entrando a regime. Il quadro complessivo aggiornato parla chiaro: dal 2024 al 2025 sono stati mobilitati oltre 598 milioni di euro tra interventi di emergenza, somme urgenze, messa in sicurezza e ristori a cittadini e imprese. Solo per l’evento del 29 ottobre – 2 novembre 2023 parliamo di oltre 333 milioni per interventi e 66 milioni per danni a cittadini e attività produttive. A questi si aggiungono le risorse per gli eventi del 2024 e del 2025, fino all’evento del 14 marzo scorso, per un totale di oltre 526 milioni destinati agli interventi e quasi 72 milioni ai ristori”.
“Sul piano delle opere – ha concluso- abbiamo presentato al Governo l’elenco degli interventi relativi ai 131 milioni stanziati nel settembre scorso. Dopo un confronto tecnico serrato, sono stati individuati 367 interventi cantierabili. Molti sono gestiti dalla Regione ma attuati da Comuni, Consorzi di bonifica e Genio civile. Proprio per questo è fondamentale che venga nominato quanto prima il commissario per la ricostruzione. Abbiamo stimato, per i cinque eventi calamitosi che hanno colpito la Toscana tra il 2023 e il marzo 2025, un fabbisogno complessivo di circa 2,5 miliardi di euro per ricostruzione e ristori. Le risorse finora stanziate ammontano a circa 600 milioni. È quindi essenziale che vengano rapidamente sbloccati anche i 66 milioni derivanti dai fondi europei, su cui la Regione ha lavorato fin da gennaio 2024 e che ora attendono il via libera definitivo del Governo. Sui rimborsi stiamo consolidando risultati concreti. Ora serve un’accelerazione sulle opere strutturali”.
