Scuola Beata Giovanna: nella “Settimana delle scoperte” anche una lezione di giornalismo

SIGNA – Mattinata in cattedra per il nostro collega Pier Francesco Nesti che, come nel 2015, ha partecipato alla “Settimana delle scoperte” organizzata dalla Scuola Beata Giovanna di Signa. Come ogni anno, infatti, le normali attività didattiche vengono sospese per lasciare lo spazio alle scoperte e alle conoscenze “sul campo”, alle visite a musei e agli istituti culturali, a cui si aggiungono, da oggi a giovedì 4 febbraio, incontri con associazioni, esperti, sportivi, studiosi ed esploratori “che permetteranno ai ragazzi – si legge in una nota – di soddisfare le loro curiosità e far nascere in loro nuovi interessi”. Va vista in questa direzione, quindi, grazie alla collaborazione con la professoressa Elisa Tozzetti, la “lezione” tenuta per gli alunni delle classi seconde, che si sono sbizzarriti in una raffica di domande su quella che resta sempre la professione più bella di tutte: da come si diventa giornalista al modo in cui si trovano le notizie, dai vari tipi di cronaca a cosa sono le “fonti”. Ma anche quali sono state le notizie più avvincenti da trattare, come funziona la “vita” di una redazione e e come si scrive un articolo. Insomma un “viaggio” a 360 gradi sul lavoro di giornalista che ha incuriosito gli alunni ma anche chi per un giorno è stato “seduto” sulla cattedra. Tutto ciò rientra nel  progetto che la direttrice della scuola primaria di secondo grado, suor Soeli Diogo, il dirigente scolastico Nicola Innocenti, insieme agli altri docenti, hanno predisposto per i ragazzi, che da questi giorni diversi dal solito traggono sempre degli spunti interessanti per proseguire poi la normale attività didattica. Alla fine tutti contenti e un po’ più giornalisti, nella speranza di poter coltivare nelle nuove generazioni la passione per la lettura dei quotidiani e l’approfondimento dei fatti di cronaca. Ma non solo perchè a conclusione della mattinata trascorsa in classe (oltre alla soddisfazione di aver saltato qualche ora di lezione), la speranza è quella di aver messo le basi per far crescere, se non dei futuri giornalisti, almeno dei nuovi lettori.