Bini: “Il sindaco chieda la demolizione dell’ex inceneritore di San Donnino”

CAMPI BISENZIO – Una mozione e una interrogazione sull’ex inceneritore di San Donnino. Le ha presentate in questi giorni il consigliere di Alleanza cittadina Gianni Bini. Nell’interrogazione il consigliere ricorda “che il relitto dell’ex inceneritore è in stato di abbandono da decenni, si sta letteralmente sgretolando e corrodendo, che il processo di degrado sta visivamente accelerando in maniera esponenziale e che l’unica funzione attualmente svolta è quella di sede di nidificazione di uccelli di ogni tipo salvo se di altri animali; che probabilmente il rudere contiene amianto, diossine ed altri materiali tossici ed inquinanti; che le prime vittime di tale sciagurata installazione sono stati, sono e saranno gli abitanti della frazione di San Donnino, che fa parte del Comune di Campi Bisenzio; che il Sindaco è il primo responsabile della salute presente e futura dei cittadini”. Bini quindi chiede di sapere se esiste uno studio aggiornato sulla “probabilità di cedimenti, guasti, rotture e perdite e sul connesso rischio per la salute e la sicurezza delle persone, dell’ambiente e delle cose nonché il relativo piano di emergenza per il caso che si verifichi un incidente” e chiede anche “se esiste un programma di ispezioni periodiche sullo stato di degrado del relitto”. Nella mozione, che ha sempre a oggetto l’ex inceneritore, Bini chiede l’impegno di sindaco e giunta “a mettere in atto ogni azione tecnica, politica e se del caso anche legale per tutelare la salute e gli interessi dei cittadini Campigiani e quindi chiedere agli enti competenti la demolizione e smaltimento del relitto dell’ex inceneritore di San Donnino”.

Il consigliere ha anche presentato una mozione sul rispetto del regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale. “Considerato – scrive Bini nella mozione presentata – che nella prima parte di questa consigliatura si sono verificati innumerevoli e gravi casi di ritardi nelle risposte alle interrogazioni e alle richieste di accesso agli atti da parte di Consiglieri Comunali”, chiede l’impegno di sindaco e giunta “a rispettare in tutte le sue parti il vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, compresi lo articolo 10 relativo ai tempi di risposta alle interrogazioni e lo articolo 11 relativo ai tempi di risposta alle richieste di informazioni ed accesso agli atti. A tenere presente che i termini indicati di 30 e 7 giorni sono i tempi massimi e quindi occasionali e non obbligatoriamente sistematici”.