Casa di comunità, un progetto fatto di “condivisione e partecipazione”. Lavori secondo i piani, immobile pronto entro il 2027

CAMPI BISENZIO – Sala consiliare gremita per il convegno dedicato alla nuova Casa di comunità di Campi Bisenzio che si è svolto ieri pomeriggio su iniziativa del Comune di Campi Bisenzio, in collaborazione con Regione Toscana e Ausl Toscana Centro. La comunità campigiana ha risposto “presente” all’invito del sindaco Andrea Tagliaferri che ha voluto così […]

CAMPI BISENZIO – Sala consiliare gremita per il convegno dedicato alla nuova Casa di comunità di Campi Bisenzio che si è svolto ieri pomeriggio su iniziativa del Comune di Campi Bisenzio, in collaborazione con Regione Toscana e Ausl Toscana Centro. La comunità campigiana ha risposto “presente” all’invito del sindaco Andrea Tagliaferri che ha voluto così aprire ufficialmente un percorso di condivisione aperta a tuttti: “I servizi sanitari sul nostro territorio sono in sofferenza da tempo – ha detto il sindaco – e recuperare questo ritardo è un percorso certamente non facile che somma alla complessità della realizzazione di un’opera pubblica come questa, la complessità della sua progettazione: per questo la nuova Casa di comunità di Campi Bisenzio deve diventare un progetto pilota e d’avanguardia per tutta la nostra regione”. 

Parola d’ordine, quindi, condivisione e partecipazione “per creare a Campi Bisenzio una Casa di comunità all’altezza delle esigenze e delle aspettative di una città di quasi cinquantamila abitanti. Una parola d’ordine condivisa da tutti i soggetti coinvolti nel progetto che hanno portato il loro saluto, a partire da Antonio Iocca (presidente di Farmapiana) per proseguire con Matteo Biffoni (presidente della terza commissione sanità e politiche sociali della Regione Toscana) e Andrea Francalanci (direttore SDS zona fiorentina nord ovest). Il convegno si è sviluppato quindi in due sessioni coordinate dalla consigliera speciale del sindaco Serena Pillozzi che ha aperto i lavori della prima, dedicata agli aspetti progettuali: nello specifico il direttore sanitario Ausl Toscana Centro Lorenzo Roti ha parlato del ruolo delle Case di comunità nel riprogettare la rete di prossimità; a concudere questa sessione con un intervento in cui si sono affrontati i temi legati alla progettualità architettonica è stata Antonietta Setola, docente di progettazione tecnologica e ambientale presso l’Università di Firenze.

 La seconda parte, invece, è stata riservata alle esperienze concrete maturate in altre Case della salute per entrare più nel dettaglio dei servizi offerti da questo tipo di struttura. Hanno così parlato dell’esperienza della Casa di comunità delle Piagge Giulia Naldini, che ha affrontato il tema dei progetti di comunità, e Cecilia Franchini, che ha trattatato il tema della medicina generale nelle Case di comunità. Il focus si è poi spostato sull’Empolese – Valdelsa con Alberto Peruzzi (Casa di Comunità di Certaldo) che ha parlato del ruolo dell’infermiere di famiglia e di comunità, mentre Denise Gagliardi e Simona Rossi (Casa di comunità Empoli Sant’Andrea) hanno raccontato l’esperienza della loro equipe multiprofessionale.

“Farmapiana sta lavorando secondo i piani previsti per la consegna dell’immobile, come da accordi, entro il 2027”: queste le parole del presidente Antonio Iocca, che non nasconde la propria soddisfazione per un progetto che porterà alla realizzazione appunto della Casa di comunità, un edificio polifunzionale che rappresenta il cuore della sanità territoriale toscana: servizi di prossimità, integrazione socio-sanitaria, attenzione alla persona in ogni fase della vita. Tutto questo su una superficie di 2.000 metri quadrati e un costo di 5 milioni e 700.000 euro, tutti a carico di Farmapiana, azienda che gestisce le farmacie comunali sul territorio. All’interno della struttura anche il distretto sanitario, dopo che l’alluvione del 2023 aveva portato alla chiusura del presidio di via Rossini.