Casa Don Lelio: nel 2018 gli ospiti sono stati 531. Tutti i numeri di un servizio… che serve

LASTRA A SIGNA – Gli ospiti accolti al 31 dicembre 2018 sono stati 531. Il totale dei nuclei familiari 195, i piccoli pazienti 153 (numeri che restano in linea con quelli di fine 2017). Numeri che hanno “un’anima” e un significato, anzi, più di un significato per Casa Don Lelio, la struttura di accoglienza della parrocchia di Santa Maria a Castagnolo che fa parte della rete di ospitalità dell’Ospedale Meyer di Firenze. A illustrarci quale è stata l’attività di Casa Don Lelio nell’anno passato è il diacono Paolo Bendinelli che, insieme alla moglie Stefania, è il responsabile della casa. “Anche negli ultimi mesi – spiega – abbiamo continuato con il nostro programma per migliorare la struttura e renderla così sempre più accogliente per le famiglie che ospitiamo. L’impegno maggiore è stato nella realizzazione della nuova cucina e nel completamento dello spazio esterno con l’area giochi per i bambini. Interventi che hanno concluso il primo triennio di gestione di Casa Don Lelio da parte della parrocchia di Santa Maria a Castagnolo”.

“La preoccupazione maggiore quando siamo subentrati alla gestione Caritas – aggiunge Bendinelli – stava proprio nella capacità di riuscire a coprire non solo i costi fissi e quelli di manutenzione che una struttura come questa richiede, ma anche quelli che ci permettessero di migliorare l’accoglienza per le famiglie. Ed è con grande soddisfazione che possiamo dire di esserci riusciti: da un lato comprimendo i costi che in precedenza ammontavano a 120.000 euro l’anno, ora ridotti a una media di circa 90.000, grazie al nostro impegno ma anche alla generosità dell’associazione Amici di Casa Don Lelio, ai nostri concittadini (privati ed enti, n.d.r.) e all’amministrazione comunale di Lastra a Signa. La loro generosità ci ha consentito di fare fronte completamente ai costi, parzialmente coperti dal pur importante contributo dell’AOU Meyer). E ci ha riempito ancora più di gioia la conferma per il triennio 2019/2021 della struttura nella rete di accoglienza del Meyer: il prossimo intervento sarà il rinnovamento delle camere”.

Per quanto riguarda la tipologia di accoglienza, l’85% dei nuclei – 445 persone – è stato ospitato per brevi degenze, fino a una settimana (per una notte 157, per 2 notti 100, per 3 notti 76) . Sono aumentate le accoglienze effettuate nei giorni festivi comprese le domeniche (44 sulle 52 settimane annuali per un totale di 133 persone): “Questo dato – spiega Bendinelli – conferma che la nostra è una delle strutture aperte 24 ore su 24 disponibili ad accogliere sempre in ogni momento”. Più di 20 i nuclei ospitati con permanenze da 2 settimane a più mesi. “Per queste famiglie – le più bisognose di vicinanza e affetto – è proseguita la grande generosità che caratterizza i nostri volontari e la comunità che ci circonda per non farli sentire soli nel lungo percorso di cura. Negli anni, infatti, Casa don Lelio si è distinta principalmente proprio per il “prendersi cura”, per “essere Famiglia” per i nostri ospiti, capace così di donare sollievo e occasioni di serenità per chi vive momenti difficili della propria vita. Ci auguriamo di aver l’occasione in questo triennio di vedere meglio valorizzate e sfruttate queste caratteristiche”.

Per quanto riguarda l’accoglienza delle famiglie è stato completata la sistemazione dello spazio esterno con il nuovo parco giochi. “I servizi di accompagnamento delle famiglie non automunite all’ospedale sono stati 314 per un totale di 10.548 chilometri. Così come continua il rapporto di collaborazione con le associazioni dei genitori collegate al Meyer per organizzare alcuni momenti di condivisione per le famiglie. Il nostro impegno futuro – conclude Bendinelli – sarà sempre improntato a migliorare strutturalmente Casa Don Lelio, a operare tutti quei cambiamenti che sappiano andare incontro alle esigenze dei nostri ospiti. Le famiglie che ospitiamo devono sentire il calore e l’affetto di tutti quelli che si dedicano a loro. Devono sentirsi come a casa loro”.

Pier Francesco Nesti