“Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo”: al Teatrodante Carlo Monni Jacopo Fo tra memoria familiare e racconto personale

CAMPI BISENZIO –  Sarà lo scrittore e attore Jacopo Fo il protagonista dello spettacolo “Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo”, produzione CTFR, in scena giovedì 26 marzo alle 21 al Teatrodante Carlo Monni. Un racconto teatrale che prende forma da una domanda ricorrente e universale, trasformandosi in una narrazione vivace e sincera, capace di […]

CAMPI BISENZIO –  Sarà lo scrittore e attore Jacopo Fo il protagonista dello spettacolo “Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo”, produzione CTFR, in scena giovedì 26 marzo alle 21 al Teatrodante Carlo Monni. Un racconto teatrale che prende forma da una domanda ricorrente e universale, trasformandosi in una narrazione vivace e sincera, capace di mescolare autobiografia, memoria familiare e riflessione sul mestiere del raccontare. Ne nasce uno spettacolo che attraversa episodi, ricordi e intuizioni che, riletti nel tempo, compongono il percorso umano e artistico di chi è cresciuto accanto a due protagonisti assoluti della scena culturale italiana.

In scena Jacopo Fo dà voce a una sequenza di racconti che oscillano tra ironia, affetto e disincanto, restituendo al pubblico uno sguardo personale e mai scontato sulla propria storia. Al centro, anche il ricordo di un consiglio ricevuto dal padre: quando una storia si blocca, bisogna tornare indietro fino al punto in cui tutto funzionava e ripartire da lì. È proprio da questa riflessione che prende avvio un viaggio narrativo fatto di deviazioni, ripensamenti e nuove direzioni, in cui il racconto si costruisce e si ricostruisce continuamente. Attraverso episodi di vita quotidiana e momenti più profondi, lo spettacolo prova a rispondere alle domande che più spesso hanno accompagnato Jacopo Fo nel corso della sua vita: com’è essere figlio di Dario Fo e Franca Rame? Com’è crescere con due genitori così? Cosa ti hanno lasciato, cosa hai imparato? Tra memoria individuale e storia collettiva, emerge il ritratto di un’esperienza unica che, pur nella sua eccezionalità, riesce a parlare a tutti, restituendo con leggerezza e profondità il senso di un’eredità umana e artistica complessa e viva.