Discoteca abusiva e luogo di spaccio in un capannone industriale: blitz congiunto di Carabinierii e Polizia municipale

PRATO – Nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 marzo è scattato un blitz congiunto dei Carabinieri del Comando Provinciale dell’Arma e del Corpo della Polizia municipale che, grazie a una attività di indagine, hanno scoperto una discoteca abusiva in un capannone in prossimità di via Galcianese. Il locale, frequentato esclusivamente da cittadini di nazionalità cinese, era […]

PRATO – Nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 marzo è scattato un blitz congiunto dei Carabinieri del Comando Provinciale dell’Arma e del Corpo della Polizia municipale che, grazie a una attività di indagine, hanno scoperto una discoteca abusiva in un capannone in prossimità di via Galcianese. Il locale, frequentato esclusivamente da cittadini di nazionalità cinese, era utilizzato anche come punto di spaccio per i clienti: al loro ingresso i militari dell’Arma e gli agenti della Municipale hanno bloccato due giovani che stavano cercando di disfarsi di alcuni sacchetti contenenti circa  60 grammo di ketamina gettandoli nel wc.

Sui tavoli erano inoltre presenti quantitativi di ketamina a disposizione dei clienti che la consumavano con le bevande e gli alimenti ordinati in precedenza. Le persone arrestate sono state accompagnate presso la Caserma dei Carabinieri di via Picasso, per gli adempimenti conseguenti all’arresto, mentre la Polizia municipale procedeva al sequestro di 15 grammi di ketamina: da qui la denuncia ai gestori del locale, una donna di nazionalità cinese di circa 40 anni e un cittadino italiano di 35 anni, per favoreggiamento alla attività di spaccio e consumo di stupefacenti all’interno.

Numerose le sanzioni pecuniarie amministrative per un importo pari a circa 6.000 euro, tra le quali la somministrazione abusiva di alimenti e bevande. L’indagine  è partita da alcune settimane ed ha richiesto continui appostamenti da parte di personale in borghese e una capillare attività di “intelligence” per la raccolta di informazioni all’interno di una comunità difficile da penetrare: in particolare la modalità di accesso ha richiesto una attenta preparazione, in quanto i locali e l’intera area erano chiusi e sorvegliati da un sistema sofisticato di telecamere in un contesto ambientale defilato e difficile da individuare.

Gli agenti, approfittando dell’ingresso di alcuni clienti, si sono introdotti all’interno dei locali che si presentavano con quattro privé frequentati da circa una quarantina di clienti tra uomini e donne: l’ambiente appariva come lussuoso e ben arredato, con impianti acustici altamente qualificati e tecnologicamente avanzati, degni delle migliori discoteche.  Nell’operazione sono state impiegate circa trenta unità tra Carabinieri e Municipale, che ha utilizzato anche le unità cinofile antidroga.