Economia civile: il Cesvot e il volontariato per la valorizzazione dei beni culturali

CAMPI BISENZIO – Un incontro per dare spazio alle esperienze di volontariato nell’ambito dei beni culturali. E’ quello in programma all’interno del Festival dell’economia civile, il 15 novembre con inizio alle 15.30 nella sala musica del Teatrodante Carlo Monni a Campi Bisenzio. A organizzare l’incontro è la Delegazione Cesvot di Firenze che, alla luce della riforma del terzo settore, “offrirà – si legge in una nota – una lettura aggiornata della Magna Charta del volontario per i beni culturali (uno strumento operativo per la messa a sistema dell’attività di volontariato che nasce da un progetto promosso da Promo PA Fondazione, Cesvot, Regione Toscana e Direzione Regionale per i Beni Culturali della Toscana) e delle opportunità di collaborazione fra le istituzioni culturali e gli enti del terzo settore”.

Incontro che si apre con i saluti di Monica Roso, assessora alle politiche culturali del Comune di Campi Bisenzio, e del presidente della Delegazione Cesvot di Firenze, Marco Esposito. Alle 16, invece, il via alla tavola rotonda “I volontari per la valorizzazione del patrimonio culturale. Lo scenario in Toscana e l’esperienza della Magna Charta” alla quale partecipano Elena Pianea, dirigente Consiglio regionale della Toscana, Francesca Velani, vice-presidente Promo PA Fondazione, Annalisa Giachi, responsabile settore ricerca Promo PA Fondazione, Giacomo Baldini, direttore del Museo Archeologico Ranuccio Bianchi Bandinelli di Colle Val d’Elsa, rappresentanti di Gruppo Archeologico Colligiano (Colle Val d’Elsa), Amici del Museo di Impruneta e San Casciano Val di Pesa Marcello Possenti, Associazione Taralluzzi (Firenze). Modera Leonardo Giovanni Terreni, componente del Consiglio Direttivo Cesvot.

“Le tante realtà del volontariato – commenta Federico Gelli, presidente Cesvot – svolgono un ruolo prezioso nella gestione dei luoghi della cultura, dalle biblioteche ai musei, passando per i teatri e i palazzi storici, beni comuni che vengono valorizzati e promossi grazie all’impegno dei volontari. Le nostre associazioni raccolgono non solo passione e buona volontà ma anche competenze e senso di identità che è importante incentivare attraverso un rapporto diretto e sinergico con le istituzioni”.

“In Toscana sono 1.743 le organizzazioni che si occupano di beni culturali, – spiega Marco Esposito, presidente della Delegazione Cesvot di Firenze – un mondo variegato che si occupa di organizzazione di eventi e di formazione, ma anche di promozione di tradizioni locali e visite guidate. La ricchezza del patrimonio culturale fiorentino e toscana ha bisogno dell’energia del volontariato per essere protetto e valorizzato ed è necessario d’altra parte che il ruolo delle associazioni e degli enti del terzo settore sia riconosciuto e supportato”.

Tra le 1.743 organizzazioni toscane che si occupano di beni culturali ci sono associazioni di promozione sociale (54%), associazioni di volontariato (33%) e altri enti (13%) come è emerso da un censimento curato da Cesvot e realizzato da Promo PA pubblicato nel volume “Il ruolo dei volontari per la valorizzazione del patrimonio culturale” di Francesca Velani e Annalisa Giachi (I Quaderni, Cesvot, n. 79). Ma chi sono gli enti del terzo settore che operano per valorizzare il nostro patrimonio culturale? Attraverso un questionario online che ha coinvolto 559 enti e un’intervista telefonica a 303 enti, ecco il profilo che emerge: il 30% degli enti è nato tra il 2000 e il 2009, la metà è attiva all’interno del comune o della provincia, il 66,9% svolge sia attività di gestione che di valorizzazione di beni culturali, in particolare il 61,6% gestisce teatri, cinema, ville e palazzi, il 20,2% gestisce musei, monumenti e siti archeologici, il 16,2% biblioteche e archivi. Le attività più diffuse sono l’organizzazione di eventi culturali (44,4%) e la formazione (35,4%), seguono organizzazione di mostre, promozione di storia e tradizioni locali, visite guidate. Il 35,7% delle organizzazioni conta tra 1 e 24 volontari, ma il 7,3% dichiara di avere oltre 100 volontari non associati, i cosiddetti “volontari per un giorno”.