Farmapiana, la riorganizzazione aziendale rimandata a conclusione del confronto con i sindacati

CAMPI BISENZIO – La riorganizzazione aziendale di Farmapiana? Se ne riparla dopo che si sarà concluso il confronto con i sindacati. “Durante l’incontro del 16 ottobre scorso – spiegano in una nota Filcams e UilTucs Toscana – il Cda di Farmapiana aveva comunicato ai sindacati la volontà di attuare una riorganizzazione aziendale e le organizzazioni […]

CAMPI BISENZIO – La riorganizzazione aziendale di Farmapiana? Se ne riparla dopo che si sarà concluso il confronto con i sindacati. “Durante l’incontro del 16 ottobre scorso – spiegano in una nota Filcams e UilTucs Toscana – il Cda di Farmapiana aveva comunicato ai sindacati la volontà di attuare una riorganizzazione aziendale e le organizzazioni sindacali, riunite in assemblea con i lavoratori, avevano manifestato con un comunicato sindacale la forte  preoccupazione sulla sostenibilità economica del progetto e i possibili impatti occupazionali”. Mercoledì, quindi, un nuovo incontro tra Farmapiana e le rappresentanze di Filcams e Uiltucs, che “si è concluso con l’impegno dell’azienda, con un accordo scritto tra le parti, di attivare il dovuto confronto preventivo con le organizzazioni sindacali sul progetto di riorganizzazione aziendale ipotizzato. Quindi il Cda si è impegnato a non procedere nell’attuazione di tale progetto fino a che il confronto con i sindacati non sarà concluso. Le iniziative sindacali sono pertanto sospese fino all’esito del confronto e a una nuova assemblea con i lavoratori”.

Il centrosinistra campigiano (Pd, M5S, Europa Verde-Avs, Italia Viva-Casa Riformista e Lista Nucciotti) esprime invece “forte preoccupazione per il progetto di riorganizzazione aziendale presentato alle sigle sindacali dal Cda di Farmapiana, rispetto al quale, dicono, emergono rilevanti criticità e mancano ancora elementi fondamentali per valutarne gli effetti economici, organizzativi e occupazionali. A preoccuparci sono soprattutto l’assenza di un’analisi sulla sostenibilità economica del progetto, le possibili ricadute sui livelli occupazionali e la mancanza di garanzie per gli oltre venti lavoratori con contratto a termine. Non possiamo ignorare, inoltre, gli investimenti realizzati recentemente dall’azienda e gli impegni economici assunti, che rendono indispensabile una valutazione complessiva e trasparente della sostenibilità futura”.

Per poi aggiungere: “Farmapiana svolge un servizio pubblico essenziale e rappresenta un patrimonio delle comunità e dei Comuni soci. Per questo, decisioni che possono incidere sul futuro dell’azienda, sui suoi lavoratori e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini non possono essere affrontate senza un confronto approfondito e senza la necessaria trasparenza. Chiediamo quindi al Cda di fermare il percorso di riorganizzazione avviato e di garantire un confronto preventivo e completo con le organizzazioni sindacali, fornendo tutti gli elementi necessari a valutare le conseguenze delle scelte prospettate. Riteniamo inoltre indispensabile che la discussione venga portata nei consigli comunali di tutti i Comuni soci, affinché i rappresentanti eletti possano conoscere il progetto, discuterne pubblicamente e assumersi la responsabilità delle decisioni che riguardano il futuro di Farmapiana”.

“E’ una richiesta di assunzione di responsabilità. Prima di procedere – concludono – occorre chiarire quali siano gli obiettivi della riorganizzazione, quali risparmi o miglioramenti si intendano ottenere, quali ricadute siano previste sul personale e come si voglia garantire la qualità del servizio. Riteniamo che la tutela dei lavoratori, la sostenibilità economica dell’azienda e la qualità del servizio pubblico debbano procedere insieme. Farmapiana appartiene alle comunità che la sostengono: le scelte sul suo futuro devono essere condivise, trasparenti e discusse nelle sedi istituzionali appropriate”.