SESTO FIORENTINO – A volte la realtà supera la fantasia, anche quella più assurda. È quanto accaduto a Angela Sagrinati che dopo un aggravamento della propria condizione fisica si è vista “eliminare” il riconoscimento di invalidità civile permanente. Come fosse miracolosamente guarita.
L’incredibile disavventura di Angela, oggi 64enne, inizia 11 anni fa quando dopo aver lavorato come operatrice socio sanitaria lascia il lavoro a causa di continui problemi dovuti ad un forte osteoporosi ed artrosi e presenta una richiesta di invalidità civile.
“Nel settembre 2015 – racconta la donna – la commissione medica mi ha riconosciuto un’invalidità permanente del 35% per osteoporosi ed artrosi marcata con disturbi funzionali, senza previsione alcuna di revisione e questa percentuale garantiva l’accesso alle prestazione protesiche e agli ausili del servizio sanitario nazionale”.
“Il quadro clinico è peggiorato – prosegue Angela – alla preesistente osteoporosi si sono aggiunte discopatie severe L4-L5 e L5-S1 con lombalgia cronica da carico trattata con oppiacei e infiltrazioni articolari, rizoartrosi alla mano destra e ulteriori problematiche tutte documentate. Il 31 luglio scorso il mio medico curante trasmette all’Inps il certificato introduttivo, indicando chiaramente nel quadro clinico: richiesta di aggravamento di pregresso certificato”.
A ottobre di quest’anno viene chiamata per l’attesa visita di aggravamento, come lei immagina, ma le cose sono diverse. La visita, spiega Angela è di breve durata “circa 3, 4 minuti – dice – ho ribadito che avevo fatto la domanda di invalidità, invece la commissione presente ha messo primo accertamento. E comunque la richiesta di aggravamento era stata presentata con tanto di formula scritta, dal mio medico curante”.
Il risultato delle visita è paradossale: il punteggio ottenuto undici anni fa (invalidità permanente) viene cancellato sostituito dallo 0% di invalidità. Sulla carta appare come una guarigione. “Dopo la visita sostenuta al Centro Medico Legale Inps di Firenze, – racconta – ricevo il nuovo verbale definitivo approvato il 21 ottobre scorso. La commissione: classifica la pratica come primo accertamento, ignorando del tutto la richiesta di aggravamento e il fascicolo pregresso. Inoltre deferisce un giudizio di 0% di invalidità ovvero “non invalido”, cancellando retroattivamente una condizione cronica e degenerativa riconosciuta undici anni prima come permanente”.
Angela Sagrinati presenterà ricorso. “Non dico di voler raggiungere il 75%, ma almeno veder ripristinato il 35% di invalidità – spiega – possibilmente aumentato perchè le malattie sono cresciute. Il mio è un quadro patologico cronico-degenerativo dell’apparato scheletrico non guarisce con l’invecchiamento né con l’insorgenza di nuove discopatie vertebrali”. Oltre a vedersi azzerare l’invalidità Angela dovrà attendere anche il 2030 per recepire la pensione, oggi, infatti non può lavorare e non ha alcun assegno di sostentamento.
