Fridays For Future Firenze aderisce alla manifestazione “No aeroporto Sì parco”

FIRENZE – L’assemblea di Fridays For Future Firenze aderisce alla manifestazione “No aeroporto Sì parco” del 30 marzo. E lo fa perché “il progetto del nuovo aeroporto di Firenze – si legge in una nota – è in completo disaccordo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 e rappresenta lo stesso sistema miope e egoista che si rifiuta di invertire la rotta, con un aumento enorme del numero dei voli: Arpat ne stima almeno 45.000 l’anno, 15.000 in più rispetto a oggi. Con il nuovo progetto, Toscana Aeroporti punta a un volo ogni 7 minuti dalle 6 alle 23, giorni festivi compresi, per arrivare a 4,5 milioni di passeggeri l’anno. Una crescita gigantesca del traffico aereo in una zona già fortemente impattata dall’aeroporto esistente sia per l’inquinamento dell’aria che per l’inquinamento acustico, e che potrebbe addirittura aumentare in base alle richieste del mercato e delle compagnie aeree attive”.

E ancora: “La creazione della nuovo aeroporto comporterebbe inoltre la fine del parco agricolo della Piana, un progetto essenziale per il territorio, abbandonato dopo anni di progettazione e attesa per fare spazio al nuovo aeroporto, ma fondamentale per una zona già inquinata che occorre proteggere a partire dalla difesa e ripristino della biodiversità e dalla piantumazione di alberi per contrastare l’effetto serra e migliorare la qualità dell’aria. Il parco della Piana, con la sua componente agricola, può generare lavoro utile in nuove economie sostenibili, a filiera corta e di prossimità”.

“Ci sembra inoltre assurdo – conclude il comunicato – che l’amministrazione comunale di Firenze e la Regione Toscana, che hanno espresso supporto per la manifestazione di “Fridays For Future” del 15 marzo, continuino a sostenere un progetto così nettamente in contrasto con l’arresto e riduzione delle emissioni di gas serra. Questo ci induce a pensare che l’adesione data (e non richiesta) alla nostra manifestazione e alle nostre richieste ai politici di prendere in mano il problema del cambiamento climatico e risolverlo sia priva, di fatto, di fondamenti e di intenzioni reali”.