CAMPI BISENZIO – “Il Ciclone” trent’anni dopo. E’ stato il circolo Mcl Don Renzo Paoli di San Piero a Ponti, in collaborazione con la locale sezione della Misericordia di Campi Bisenzio, a ospitare venerdì sera una tappa di quello che, nel corso del 2026, è stato una sorta di tour, con una decina di momenti celebrativi, che “Il Ciclone”, il film record d’incassi firmato da Leonardo Pieraccioni nel 1996, ha fatto in più luoghi della nostra regione. Un successo di cui trent’anni dopo si respira ancora quell’atmosfera. Non tanto – o non solo – per i biglietti strappati agli ingressi delle sale cinematografiche. Ma per quella comicità tutta fiorentina di cui negli anni successivi si sarebbe continuato a parlare. Con tormentoni arrivati fino ai giorni nostri.
Con la struttura che di solito ospita ambulanze e pulmini per i servizi sociali trasformata per una sera in una vera e propria “sala cinematografica” con tanto di angolo riservato ai popcorn fatti direttamente dal presidente della Misericordia di San Piero a Ponti, Alessio Fontani. A fare per gli onori di casa, invece, per il circolo, Roberto Papini. Insieme a lui il Provveditore della Misericordia di Campi, Cristiano Biancalani ed entrambi hanno voluto sottolineare come, nonostante l’evento di venerdì sia stato organizzato in tempi tutto sommato rapidi, “ci sia ancora un grande entusiamo da parte delle persone nei confronti di questo film”. Oltre cento i presenti, per continuare a sorridere come trent’anni fa e, perché no, per un giorno sentirsi tutti più giovani.

E anche a San Piero a Ponti sono stati presenti alcuni degli attori che nel film sono stati protagonisti e che ancora oggi ricordano quei momenti con grande emozione: “Abbiamo lavorato – hanno detto – come in una grande famiglia durante le riprese” Anche a Campi: Barbara Enrichi, l’indimenticabile Selvaggia il cui ruolo le valse il David di Donatello, arrivata direttamente da Milano, Sergio Forconi, che nella pellicola interpretava Osvaldo, il vulcanico babbo di Pieraccioni, e il campigiano Bruno Santini, che invece era il sindaco del paese.
Che hanno svelato che il casolare dove venne girato gran parte del film era disabitato e che venne “arredato” appositamente. Ma soprattutto che la famosa scena del primo bacio fra Leonardo Pieraccioni e Lorena Forteza, una delle ballerine di flamenco, dopo che avevano camminato in alcuni dei luoghi più suggestivi di Firenze, fu girata proprio a Campi, all’interno di uno sfasciacarrozze che si trovava lungo la via Barberinese che oggi non esiste più, al suo posto è stata realizzata una rotatoria.
Foto, selfie, cori, come se il tempo non fosse mai passato fermandosi all’inverno di trent’anni fa. Con tanti che di quegli anni hanno sicuramente nostalgia e altrettanti, invece giovanissimi, che il film al cinema non lo hanno sicuramente visto. E per una sera è tornato in balaustra anche Vittorio Cecchi Gori, che del film fu il produttore e che, come canatavano allora i tifosi viola allo stadio, “con i soldi del Ciclone tu ci compri il ciliegione”. Altri tempi, purtroppo irripetibili.
