“Il libro del rifugio” – A camminare in mezzo al bosco con la mascherina: facciamo che resti solo in un libro

SIGNA – Oggi sarò di parte, lo dico subito. Da amante della montagna e del camminare in generale, era tanto che volevo scrivere qualcosa dedicato a quelle cime che spero davvero di vedere nei prossimi mesi. Sperando al tempo stesso che poi non sia la dedica di un “innamorato respinto”, quello che mi mancava era […]

SIGNA – Oggi sarò di parte, lo dico subito. Da amante della montagna e del camminare in generale, era tanto che volevo scrivere qualcosa dedicato a quelle cime che spero davvero di vedere nei prossimi mesi. Sperando al tempo stesso che poi non sia la dedica di un “innamorato respinto”, quello che mi mancava era lo spunto. Poi, in un colpo solo, proprio come quando sei concentrato sulla meta da raggiungere e gli sforzi raddoppiano, eccone due in un colpo solo. Due indicazioni sul sentiero da seguire. La prima è arrivata dal libro “Maldifiume”, scritto da Simona Baldanzi per Ediciclo Editore, che qualche tempo fa ho avuto l’opportunità di presentare a CiviCa, la biblioteca di Calenzano, in occasione del “Festival del camminare”. Nel libro, l’autrice racconta il suo cammino, “un viaggio lento, a passo d’acqua, nel tempo che ci metteva un tronco ad arrivare dal Falterona a Pisa con l’Arno in piena”. Insomma, da Capo a Bocca d’Arno. E fra i tanti personaggi incontrati lungo il percorso, in mezzo al bosco, sopra Reggello, c’è stato Sergio. l’Indiano: “Arriva con la camicia a quadri, i pantaloni sporchi di terra ed erba, il bastone e una mascherina su naso e bocca, con l’elastico che blocca i capelli folti e bianchi, il cappello di tela rosso sbiadito”. Una mascherina in mezzo al bosco. Ma solo per difendersi dall’allergia. La seconda, in giorni di spiagge e plexiglass, è arrivata invece da un’intervista rilasciata da Lorenza Bonaccorsi, sottosegretario ai beni culturali e ambientali con delega al turismo al sito www.montagna.tv: “L’idea di un turismo sostenibile e in grado di decongestionare le mete più famose è uno dei progetti strategici del Ministero fin dal nostro insediamento. E oggi la montagna può essere preziosa perchè consente di restare a distanza”. L’avevo detto che sarei stato di parte e lo sono stato. Certamente non perché voglia andare nel bosco con la mascherina, nè per sottovalutare la situazione, per fare il superficiale, così come spesso viene tacciato in questi giorni chi vuole almeno provare a guardare avanti. Ma perchè tutto sia di buon auspicio per ognuno di noi e perché nei prossimi mesi possa fare quello che desidera. Naturalmente ognuno… dalla parte che preferisce.

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