“Il libro del rifugio” – Con la fase 2 un milione e 200.000 italiani sono tornati a fare l’orto. Anche per sopravvivere

PIANA FIORENTINA – In passato erano soprattutto gli anziani. O quelli che sembravano più anziani dell’età che realmente avevano. Erano loro, in modo particolare nelle famiglie contadine, a tenere e a curare l’orto. Oggi, invece, è qualcosa che si vede soprattutto nei paesi di montagna, dove gli orti sembrano veri e propri giardini. Tanti, infatti, sono […]

PIANA FIORENTINA – In passato erano soprattutto gli anziani. O quelli che sembravano più anziani dell’età che realmente avevano. Erano loro, in modo particolare nelle famiglie contadine, a tenere e a curare l’orto. Oggi, invece, è qualcosa che si vede soprattutto nei paesi di montagna, dove gli orti sembrano veri e propri giardini. Tanti, infatti, sono i dettagli e l’attenzione che li contraddistinguono, orti che sono una “propaggine” delle case, tutto quanto spesso simile a un’opera d’arte. Un’immagine idilliaca che poco ha a che vedere con quello che stiamo vivendo. O forse sì, anche in questo caso sarà il futuro a dircelo. Certo è, come riporta sul proprio sito la Coldiretti, che con l’inizio della fase 2 è stato dato il via libera a 1 milione e 200.000 italiani che fanno gli agricoltori per passione coltivando appezzamenti di terreno, pubblici o privati, per garantirsi cibo genuino e trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta. In una fase, in un periodo storico in cui, sempre secondo una stima della Coldiretti, sono circa 4 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare. “Una svolta importante . dicono da Coldiretti – quella della riapertura degli orti, per consentire lo svolgimento di un’attività gratificante ma anche utile per fare sì che tanti italiani che stanno attraversando un periodo di difficoltà economica, abbiano in questo modo sufficienti forniture alimentari”. Insomma, la crisi economica provocata dall’emergenza Coronavirus, rileva la Coldiretti, “fa dunque rivalutare la funzione degli “orti di guerra”, ovvero quando nelle città italiane, europee e degli Stati Uniti si diffondevano gli coltivazioni per garantire approvvigionamenti alimentari. Una attività che è tornata a essere incentivata in molte città con 174 milioni di metri quadrati di orti urbani presenti nei capoluoghi di provincia lungo tutta la penisola, secondo le elaborazioni fatte su dati Istat”. Con un altro particolare: se in passato, come già detto in precedenza, erano gli anziani a “fare l’orto”, oggi la passione si sta diffondendo anche fra i più giovani e fra persone completamente a digiuno delle tecniche di coltivazione. Fin qui, se vogliamo, il lato anche “romantico” della cosa. Poi bisognerà capire cosa ci riserveranno, all’atto pratico, le prossime settimane e come usciremo da una crisi che, dal punto di vista economico e sociale, è sempre più simile a una “guerra”.

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