“Il libro del rifugio” – “Fuggire, sì ma dove?”. Cronaca semiseria della voglia di scappare dalla quarantena

PIANA FIORENTINA – Intanto partiamo da un dato di fatto. Alla mia domanda, in un post su Facebook, “se fosse possibile, dove vorreste fuggire domani?”, le risposte date, le tante risposte date (a proposito, grazie di cuore a tutti) hanno fatto annusare, percepire, “respirare” un’infinita voglia di libertà. Scontato, banale, normale dopo quasi due mesi […]

PIANA FIORENTINA – Intanto partiamo da un dato di fatto. Alla mia domanda, in un post su Facebook, “se fosse possibile, dove vorreste fuggire domani?”, le risposte date, le tante risposte date (a proposito, grazie di cuore a tutti) hanno fatto annusare, percepire, “respirare” un’infinita voglia di libertà. Scontato, banale, normale dopo quasi due mesi di “clausura” direte voi. Sicuramente. Ma, sempre a mio modesto parere, è un dato di fatto assolutamente da ribadire. Anche perché, “si respira” pure questo, non sono pochi quelli che, tutto sommato, stanno vivendo bene il periodo della quarantena, chiusi nel loro “guscio” e nelle loro sicurezze. Ripartiamo invece dalla mia domanda, parole che fanno parte anche del testo di “Maracaibo” (o forse è partito tutto proprio da lì, dalla voglia di ritmo che c’è adesso), il brano musicale portato al successo da Lu Colombo, “Fuggire, sì ma dove…”. Le risposte che sono arrivate, hanno permesso di compiere un itinerario neanche tanto virtuale per tutto lo “stivale”, dall’Alto Adige, anzi dal Sud Tirolo, alla Sicilia, passando ovviamente per la Toscana. Hanno consentito di immergersi nell’atmosfera e nel calore di un rifugio alpino ma anche di vedersi distesi al sole su una spiaggia della Sicilia. E chissà che questa non sia davvero la volta buona per rivedere i miei “vecchi” amici di Catania. Ma non solo, perché se è vero, come è stato scritto fra i vari commenti al post, che “fuggire è troppo faticoso”, è altrettanto vero che sarebbe bello farlo “stasera, perché aspettare domani?”. Dove? “In montagna, uno zaino, un sentiero e una persona accanto”. Ma anche a “Milano Marittima, dove ci sono ricordi che fanno bene al cuore”. Oppure “su una collina in mezzo al nulla, con il proprio orticello”. E visto che siamo ormai vicini alla fase 2, a quella della “ripartenza”, anche “al lavoro con la mia “banale” normalità”. O forse sarebbe bello “tornare indietro nel tempo per cambiare alcune strade percorse e trasferirsi altrove”. Probabilmente, però, “nessun posto è bello come casa mia”, anche se poi è altrettanto bello – o, dopo due mesi di quarantena, è anche una “necessità” – “portare i figli dai nonni” o andare “dai miei nipoti”. Magari “lasciando a casa il telefono per andare via soltanto con il cane”. Per quanto riguarda le località dove andare c’è l’imbarazzo della scelta, per tutti i gusti e per tutte le tasche, impossibile citarle tutte: Maldive, Galapagos, Corsica, Bali, Cuba, Puglia, Sicilia, Argentario, Appenino Parmense, Amiata, Altamura, Crotone, Palermo… Inevitabile, alla fine, un bivio però arriva. E si può scegliere fra “un posto qualunque di 30 anni fa e capire che occorre impegnarsi di più per costruire una società molto meno arida di quella che stiamo vivendo” o “fuggire nel tempo, invece che nello spazio”. Si potrebbe fare un altro post su Facebook… Ma forse torneremmo alla partenza o si potrebbe saltare addirittura un giro, come succede giocando a “Monopoli”. E infine c’è il mio amico Alfred Karner (l’unico che cito, ma non è di qui e così non creo “disparità”) che vorrebbe fuggire “a Signa” e me lo immagino, lassù fra le montagne della Val Venosta, che ride per “prendermi in giro”. Che dici “Alfredo”? Facciamo a cambio? Almeno per qualche giorno… La fuga è soltanto rimandata.

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