“Il libro del rifugio” – La moda? Si vende on line. Per “ripartire” e per dare un messaggio di fiducia

CALENZANO – Un’azienda giovane, dinamica, attenta ai social e che con i social ci lavora. E che in queste settimane di emergenza sanitaria ha parzialmente “reinventato” il proprio modo di lavorare e di vendere i propri prodotti. L’azienda è la “Fili di lana srl”, con sede in via delle Calandre a Calenzano, una realtà che fa […]

CALENZANO – Un’azienda giovane, dinamica, attenta ai social e che con i social ci lavora. E che in queste settimane di emergenza sanitaria ha parzialmente “reinventato” il proprio modo di lavorare e di vendere i propri prodotti. L’azienda è la “Fili di lana srl”, con sede in via delle Calandre a Calenzano, una realtà che fa del giusto mix fra tradizione e innovazione il suo “guardare al lavoro”. Una realtà che ha il ciclo di tessitura interno e che si avvale di lavoranti esterni qualificati per i processi di ultimazione del prodotto. E che tradizione e innovazione vadano di pari passo, lo dimostrano anche il telaio in legno accanto a quelli di ultima generazione. Lo dimostra l’attenzione all'”innovazione stilistica”. Lo dimostra la necessità di stare al passo con i tempi. In modo particolare in un periodo come quello che stiamo vivendo, in cui l’emergenza sanitaria ha prima stravolto e ora sta ridisegnando le regole della produzione e di tutto ciò che ruota intorno al mondo del lavoro. Di questo, e di altro, ne abbiamo parlato con Francesca Vannini, moglie di Elio Guetta, il titolare dell’azienda. L’occasione giusta per capire come hanno affrontato le ultime settimane ma anche per proiettarsi nel futuro. Quelli della “Fili di lana srl”, infatti, sono prodotti di estrema qualità, il frutto di un’accurata ricerca stilistica, interamente Made in Italy, realizzati grazie all’utilizzo di materie prime altrettanto pregiate, che vanno dal cashmere all’alpaca, dalla seta al lino e a finissime lane merinos. Tutti prodotti che in queste lunghe settimane che tutti stiamo provando a lasciarci alle spalle, rischiavano di restare fermi in magazzino. E invece Francesca, che si occupa personalmente dell’outlet interno all’azienda, si è guardata intorno e ha modificato il proprio stile di vendita, iniziando con le consegne a domicilio. Con la consapevolezza che, non essendo generi di prima necessità, il risultato non fosse garantito. “Però – racconta – volevo dare una risposta alle tantissime e-mail arrivate durante il lockdown da parte di clienti affezionati, che ci chiedevano quando avremmo riaperto”. E così quella che è stata un’idea nata quasi per gioco, si è trasformata in un’altra opportunità. “Tutti i giorni facciamo dalle dieci alle quindici consegne e l’entusiasmo che ci metto, trapela anche dalla mia voce”. Noi glielo confermiamo anche per scritto. Certo è che per andare avanti, nei prossimi mesi, servirà anche altro. “Il nostro entusiasmo “produttivo” – conferma Francesca – non può essere sufficiente se, di pari passo, non riprende anche la vendita al dettaglio; così come sarà essenziale una politica che guarda con attenzione alle aziende. La chiusura forzata di marzo e aprile ci ha messo molto in difficoltà, così come ha fatto con tanti altri”. Il mondo della moda, fra l’altro, è contraddistinto da una produzione semestrale: “Quella relativa a primavera ed estate è già stata completamente annullata e anche per il prossimo inverno non nascondo che siamo preoccupati”. La “Fili di lana srl”, fra l’altro, è un’azienda che lavora per molte firme, italiane ed estere e che ha una propria linea al dettaglio, “Vertigo Firenze”. Preoccupazione ma anche fiducia e ottimismo perché le cose possano cambiare. Con parole che vogliono essere comunque un messaggio di speranza per i mesi a venire ma anche per il futuro di ognuno di noi.

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