CAMPI BISENZIO – “Ribaltone” in casa Lanciotto con l’arrivo di Manuele Querci, che comunque faceva parte del “vecchio” gruppo dirigente, nel ruolo di presidente. L’occasione, quindi, per fare con lui il punto della situazione e capire quali sono le prospettive per la società campigiana. Prospettive che, dalle prime parole del neopresidente, potrebbe essere davvero interessanti.
Dopo le dimissioni delle scorse settimane, cosa l’ha portata a tornare nel consiglio direttivo della ASD Lanciotto?
“In tutta onestà ero convinto davvero che il nostro percorso fosse finito, ma subito dopo la notizia delle dimissioni abbiamo ricevuto tante manifestazioni di affetto e c’è stata davvero tanta gente che ci ha chiesto di ripensarci. È stata una dimostrazione di grande stima e fiducia che ci ha colpiti profondamente. Ma era un passo che dovevamo fare tutti insieme e ci siamo confrontati per capire se potevamo ripartire con uno spirito ancora più unitario. La scelta della presidenza ricaduta su di me è una grande responsabilità, ma con l’appoggio del mio “gruppo storico” sono particolarmente sereno e consapevole che faremo bene. Ho chiesto poi specificatamente ad Alessio Cerbai di affiancarmi come vicepresidente perché ho bisogno delle sue qualità: lui per tante cose è l’opposto di me, garantirà equilibrio”.
Nelle ultime settimane si sono rincorse voci su un possibile nuovo gruppo dirigente o addirittura sulla cessione del titolo sportivo. Cosa c’è di vero?
“È normale che, in una fase come questa, ci sia stato interesse attorno alla società. Noi siamo aperti a confrontarci con qualsiasi profilo serio e motivato che abbia la volontà di rilanciare insieme a noi il progetto e contribuire a sviluppare ulteriormente la società. Ci sono già volti nuovi che hanno scelto di entrare in consiglio, ma lo faranno nella prossima stagione. L’obiettivo resta quello di garantire stabilità, crescita e continuità sportiva”.
Che direzione prenderà la società con questo nuovo assetto?
“La scelta di chiedere a un profilo con il mio passato di guidarla, indica chiaramente una direzione: quella del sociale e dei giovani. Vogliamo che l’ASD Lanciotto sia prima di tutto un punto di riferimento educativo e aggregativo per ragazzi e famiglie, oltre che sportivo”.
Che bilancio fa degli ultimi anni?
“In questi sette anni è stato fatto tanto, nonostante situazioni complesse da vivere e da gestire. Sono stati anni di impegno e di crescita, ma si poteva sicuramente fare di più. Abbiamo provato a sviluppare e a dare gambe a progetti importanti, ma per tanti fattori, interni ed esterni, non ci siamo riusciti. Il nostro passo indietro era dovuto anche a questo, allo sconforto per tante idee rimaste tali. Non è una questione di puntare il dito contro qualcuno: sappiamo bene quanto in Italia sia complesso muoversi tra burocrazia e procedure spesso lente e articolate. Ma se abbiamo deciso di ripartire, se ho deciso di prendere la presidenza, non voglio che questo sia un alibi, bensì uno stimolo a fare meglio e a dialogare in modo costruttivo con le istituzioni”.
Quali saranno le priorità del nuovo corso?
“Proveremo a fare investimenti importanti, proponendo all’amministrazione alcune migliorie che riteniamo essenziali per migliorare la qualità della vita dell’impianto e dei nostri atleti. A cominciare dal tetto degli spogliatoi: una situazione che presentava criticità evidenti e sulla quale abbiamo già iniziato a intervenire, perché non potevamo più aspettare. Vogliamo far rivivere maggiormente l’impianto, renderlo un luogo aperto, vissuto ogni giorno da famiglie e ragazzi. Il volontariato e l’impegno sociale saranno il nostro punto di forza. Crediamo che una società sportiva debba essere anche presidio di comunità”.
Chi sarà il punto di riferimento tecnico e umano della società?
“La figura scelta, come già noto, sarà Daniele Allori. Ha tutta la nostra fiducia e sarà il punto di riferimento per ogni tesserato, una presenza costante per ragazzi, famiglie e staff”.
Un messaggio finale?
“Ripartiamo con entusiasmo, responsabilità e spirito di servizio. L’ASD Lanciotto deve essere una casa per tutti: un luogo di sport, educazione e comunità”.
