“La Repubblica di Barbiana”: a CiviCa il libro di Paolo Landi, la scuola di don Milani

CALENZANO – “Il Maestro come modello di vita: per don Lorenzo non era riferito solo al prete, ma al politico, al sindacalista, al padre, al marito, in altre parole a ognuno di noi”. Bastano queste poche parole, oltre naturalmente al consiglio di leggerlo tutto il libro, per sintetizzare il volume scritto da Paolo Landi per la Libreria Editrice Fiorentina: “La Repubblica di Barbiana – La mia esperienza alla scuola di don Lorenzo Milani”. Libro che avrò l’onore di presentare domani, venerdì 15 febbraio a CiviCa (inizio alle 17.30) per un pomeriggio che si preannuncia ricco di spunti di riflessione. Insieme a me, anzi sono io che sarò insieme a loro, l’autore, Sandra Gesualdi (Fondazione don Lorenzo Milani), Mario Rosi e il gruppo don Milani Calenzano.

“Al tempo di don Milani – ha detto Landi in un’intervista di qualche tempo fa – gli ultimi erano i contadini e gli operai, oggi sono gli immigrati, le situazioni cambiano nei periodi storici, ma resta un altro elemento di autentica attualità ed è la scuola come strumento di elevazione sociale, il concetto che è stato al centro dell’insegnamento di don Lorenzo, il sapere per crescere, il sapere per interrompere lo sfruttamento dei privilegiati sui meno fortunati. E se è vero che nessuno riforma se stesso, non si può pensare di partire dagli insegnanti per cambiare la formazione scolastica. Il senso della scuola di Barbiana, che don Lorenzo applicava in ogni attività, in ogni momento della giornata, era che le riforme vanno fatte su misura del servizio che la scuola deve offrire e quindi sugli allievi, sui ragazzi, loro, nella scuola, sono il centro e l’unico obiettivo del servizio”.

Nato a Vicchio di Mugello nel 1948, figlio di contadini, Paolo Landi (nella foto) è arrivato a Barbiana dopo la scuola elementare e di avviamento al lavoro. Un’esperienza di vita, prima che di studio, che gli ha permesso, nel corso degli anni, di ricoprire incarichi di rilievo nella Cisl, di fondare l’associazione di consumatori Adiconsum e successivamente la Fondazione per il consumo sostenibile.